
AMPLIFICHIAMO IDEE, VALORIZZIAMO CONNESSIONI.
NEXTHORIZON – ESPLORANDO NUOVE FRONTIERE DELL’INNOVAZIONE
In collaborazione con 012factory Spa Società Benefit, incubatore certificato dal Mimit e B Corp
Tametica umanistica: la nuova alleanza tra spirito e tecnologia
C’è un filo sottile e potente che sta legando tra loro scienza, filosofia, tecnologia e spiritualità: lo chiamano “tametica umanistica”. Non è una corrente filosofica codificata, né un movimento riconosciuto, ma una convergenza sempre più evidente di visioni, pratiche e riflessioni che mettono al centro l’umano in un’epoca dominata dalle macchine. Mentre l’innovazione corre più veloce delle nostre capacità di comprenderla, emergono voci, ricerche, progetti e pensieri che invitano a ridefinire il senso stesso del progresso.
L’epicentro di questa rivoluzione silenziosa non è necessariamente nei laboratori di San Francisco o nei fondi di investimento della Silicon Valley, ma in quella zona grigia dove tecnologia avanzata e consapevolezza esistenziale si incontrano. Lo dimostra, per esempio, la figura di Federico Faggin: dopo aver dato vita all’era digitale, l’inventore del microprocessore ha rivolto la sua attenzione alla coscienza. Secondo Faggin, la coscienza non può emergere da soli impulsi elettrici. Serve un paradigma nuovo, che unisca fisica quantistica e spiritualità, scienza e senso, mente e mistero.
Questa visione si diffonde in un momento in cui crescono le inquietudini. Nel suo libro Il lato oscuro dei social network (Rizzoli, 2025), Serena Mazzini racconta che i social network hanno smesso da tempo di essere spazi liberi di espressione. Sono diventati strumenti di manipolazione comportamentale, dove l’identità si dissolve in format e algoritmi, e il capitale umano viene spremuto per generare engagement. Anche qui emerge l’urgenza di una nuova etica digitale, capace di restituire senso e agency all’individuo.
Ma tametica è anche materia concreta. Alla frontiera della ricerca biomedicale, in Campania nasce SimGAT: un mini-stomaco artificiale sviluppato dall’Università di Salerno che simula il pH gastrico per test farmacologici. Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di scienza al servizio della vita, con un impatto diretto sulla salute e sulla qualità della cura. In questo senso, l’“umanesimo tecnologico” si traduce in strumenti che migliorano il benessere senza disumanizzare il processo.
Il digitale, se interpretato con sguardo lungo, può diventare una leva di liberazione territoriale e antropologica.
Lo stesso vale per l’intelligenza artificiale. Se da un lato Elon Musk fonde X e xAI per costruire un colosso da 80 miliardi di dollari, alimentato da 600 milioni di profili umani, dall’altro nascono startup che usano neuroni umani per creare bio-computer a bassissimo consumo, come il Cl1 della australiana Cortical Labs. Siamo davanti a una biforcazione: da un lato, l’accentramento dei dati; dall’altro, la riscoperta della materia viva come interfaccia tecnologica.
Il futuro del cibo, della medicina, della comunicazione, dell’impresa sta cambiando pelle. In Giappone, si produce il primo gelato a impatto zero grazie alla proteina Solein, partendo da aria ed elettricità. In Spagna, il governo investe miliardi in tecnologie duali per la difesa e la salute. In Francia, le startup e-santé diventano centrali nel piano strategico di Bpifrance.
E mentre in Europa si riscopre la deeptech come risposta alle sfide climatiche, nella Silicon Valley il cristianesimo torna a essere una bussola per imprenditori e venture capitalist, tra chiese piene e eventi come Code & Cosmos. Là dove Dio era stato bandito, torna come faro spirituale della nuova innovazione.
In questo scenario fluido e complesso, serve una nuova alfabetizzazione: tecnica ma anche etica, simbolica e relazionale. Non è possibile più accontentarsi di sapere come funziona una macchina. Bisogna chiedersi perché viene costruita, a chi serve, cosa toglie e cosa restituisce.
La tametica umanistica non è un ritorno nostalgico all’umanesimo rinascimentale, ma un suo superamento. È la consapevolezza che solo integrando tecnologia e umanità, razionalità e coscienza, sarà davvero possibile affrontare le sfide dell’XXI secolo. Non per dominare il mondo, ma per comprenderlo. E forse, per curarlo.
REGOLA21 – LE NORMATIVE E I BANDI CHE CONTANO
Autoproduzione di energia: al via gli incentivi per le PMI, domande aperte fino al 5 maggio
A partire dal 4 aprile 2025 le piccole e medie imprese italiane potranno presentare domanda per accedere agli incentivi previsti dal nuovo decreto attuativo legato all’Investimento 16 del PNRR – REPowerEU. L’obiettivo della misura è sostenere le PMI nell’adozione di sistemi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici o mini eolici destinati all’autoconsumo.
Il fondo complessivo stanziato è pari a 320 milioni di euro. Una parte significativa di queste risorse – il 40% – è destinata alle micro e piccole imprese, mentre un altro 40% è riservato alle aziende con sede nelle regioni del Mezzogiorno.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, che copre fino al 40% delle spese per le piccole imprese e fino al 30% per le medie, con una percentuale aggiuntiva del 30% per eventuali sistemi di accumulo dell’energia e fino al 50% per la diagnosi energetica ex ante, obbligatoria per accedere alla misura.
Sono ammissibili progetti di investimento, da realizzare su edifici esistenti, che prevedano una spesa compresa tra 30.000 e 1 milione di euro, e che abbiano come finalità esclusiva la produzione e il consumo diretto di energia rinnovabile all’interno dell’unità produttiva. L’energia eventualmente eccedente potrà essere immagazzinata o condivisa in configurazioni di autoconsumo collettivo o comunità energetiche.
Per accedere all’incentivo, le imprese devono dimostrare di essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese, non essere in difficoltà finanziaria, essere in regola con gli obblighi contributivi e avere almeno un bilancio approvato o una dichiarazione dei redditi presentata. Sono escluse le imprese attive in settori ad alto impatto ambientale, come quelli legati ai combustibili fossili, alle attività estrattive o alla produzione di veicoli inquinanti.
Ogni domanda sarà valutata secondo una procedura a graduatoria, gestita da Invitalia, che terrà conto della capacità addizionale di produzione da fonti rinnovabili, della sostenibilità economica dell’investimento e dell’utilizzo di tecnologie certificate, con un sistema di punteggio che premierà anche le imprese in possesso di certificazioni ambientali e quelle con rating di legalità o certificazione di parità di genere.
Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma messa a disposizione da Invitalia, a partire dalle ore 12.00 del 4 aprile e fino alle ore 12.00 del 5 maggio 2025.
La misura rappresenta una concreta opportunità per le PMI che intendono investire nell’autonomia energetica e nella transizione ecologica, contribuendo al tempo stesso al raggiungimento degli obiettivi ambientali nazionali ed europei.
AGENDA21 – GLI APPUNTAMENTI DEL MESE DA NON PERDERE
Business Forum Arabia Saudita
30 aprile 2025 – Centro Congressi Unione Industriali, Torino
Il 30 aprile 2025, presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino (via Vela 17), si terrà il Business Forum Arabia Saudita – Torino, un evento di rilievo internazionale volto a rafforzare le relazioni economiche e industriali tra Italia e Arabia Saudita, in linea con gli obiettivi della Vision 2030 saudita.
Organizzato in collaborazione con il Saudi Center for International Strategic Partnerships (SCISP) e il Ministero degli Affari Esteri saudita, il forum offrirà un momento di confronto istituzionale e una sessione di incontri B2B tra aziende italiane e saudite interessate a collaborare in ambiti strategici come energia, infrastrutture, smart cities, ICT, salute e innovazione industriale.
La mattinata si aprirà alle 10:30 con i saluti istituzionali dell’Unione Industriali di Torino, seguiti dall’intervento dell’On. Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanza della Camera e della Sezione Bilaterale di Amicizia UIP Italia – Arabia Saudita. A portare il punto di vista del territorio saranno anche un rappresentante della Regione Piemonte, Kamel S. Al Munajjed, Chairman del Saudi Italian Business Council, e Stefano Nigro, General Manager del CEIP – Centro Estero per l’Internazionalizzazione.
A partire dalle 11:00, spazio alla presentazione della delegazione saudita, con gli interventi di Sara Al Faiez, Senior Manager di SIPA – Invest Saudi, Waleed Alshaheri, Director di MISA – Investor Journey, Saleh Al Solami, Executive Director del National Center for Industrial Development, e Sara Al Rasheed, Director del programma Premium Residency.
La sessione si concluderà alle 12:00 con la presentazione di case study italiani, tra cui quello di Luca Rollino, CEO di XORI Group, che illustrerà esperienze e visioni di collaborazione industriale con il mondo saudita, e con il contributo di Federica Ingrosso, Senior External Relations di SIMEST.
La partecipazione del nostro CEO Luca Rollino tra i relatori conferma l’impegno di XORI Group nel rafforzare il dialogo internazionale sui temi dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione tecnologica e delle infrastrutture intelligenti.
Il forum rappresenta un’importante occasione per approfondire nuove opportunità di cooperazione e confronto tra aziende italiane e saudite, in un contesto di crescita condivisa.
58ª Riunione Annuale del Consiglio dei Governatori della Banca Asiatica di Sviluppo (ADB)
4–7 maggio 2025 – Allianz MiCo, Milano
Per la prima volta nella sua storia, l’Italia ospiterà la Riunione Annuale del Consiglio dei Governatori della Banca Asiatica di Sviluppo (ADB). L’evento si terrà a Milano, dal 4 al 7 maggio 2025, presso l’Allianz MiCo – Milano Convention Centre, uno dei centri congressi più grandi e moderni d’Europa.
Con il tema “Sharing Experience, Building Tomorrow”, l’edizione 2025 della Riunione Annuale offrirà un’occasione unica di confronto internazionale sulle sfide e le opportunità di sviluppo dell’area Asia-Pacifico. I lavori coinvolgeranno ministri delle finanze, governatori di banche centrali, leader del settore privato, rappresentanti di organizzazioni internazionali e membri della società civile, per discutere temi cruciali come la crescita sostenibile, l’innovazione tecnologica, la transizione energetica, la resilienza economica e l’inclusione sociale.
La Riunione Annuale rappresenta non solo un momento centrale per la governance interna della Banca Asiatica di Sviluppo, ma anche un forum di dialogo multilaterale di primo livello tra i principali attori economici dell’Asia-Pacifico e dell’Europa. L’evento darà risalto al ruolo dell’Italia come ponte tra Europa e Asia e come promotore di sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale e investimenti nei mercati emergenti.
Nel corso delle giornate si alterneranno sessioni istituzionali, incontri di lavoro, conferenze pubbliche e momenti di networking, che vedranno la partecipazione di oltre 3.000 delegati provenienti da circa 68 Paesi membri. Particolare attenzione sarà riservata ai temi della finanza verde, della digitalizzazione, dell’infrastruttura resiliente e delle strategie per affrontare il cambiamento climatico.
La 58ª Riunione Annuale dell’ADB sarà dunque un appuntamento strategico non solo per la comunità asiatica, ma anche per l’Europa e per l’Italia, che si conferma protagonista nella costruzione di nuove alleanze internazionali orientate a una crescita più equilibrata, sostenibile e inclusiva.
Per maggiori dettagli sull’evento: www.adb2025.mef.gov.it
Biennale Architettura 2025 – 19. Mostra Internazionale di Architettura
10 maggio – 23 novembre 2025 – Giardini e Arsenale, Venezia
Dal 10 maggio al 23 novembre 2025 Venezia ospiterà la 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale, uno degli appuntamenti culturali più importanti al mondo. La manifestazione si svolgerà come di consueto tra i Giardini, l’Arsenale e vari luoghi della città, offrendo un palcoscenico globale per riflettere sull’evoluzione dell’architettura contemporanea.
Con il titolo “Intelligens. Natural. Artificial. Collective.”, l’edizione 2025, curata da Carlo Ratti, indagherà l’interazione tra intelligenze naturali, artificiali e collettive e il loro impatto sulla progettazione degli spazi urbani e sull’ambiente costruito. Sarà un’occasione per esplorare come l’architettura possa rispondere alle grandi sfide del nostro tempo, tra crisi climatica, innovazione tecnologica e nuovi modelli di coesistenza.
La Biennale rappresenterà non solo un momento di confronto creativo e interdisciplinare tra architetti, urbanisti, ingegneri, artisti e studiosi, ma anche un’opportunità per ripensare il ruolo dell’architettura come strumento di trasformazione sociale e ambientale. In linea con i grandi temi della contemporaneità, l’evento promuoverà un dialogo internazionale su sostenibilità, intelligenza artificiale, biodiversità e partecipazione collettiva nei processi di trasformazione urbana.
Nel corso dei sei mesi di apertura, il pubblico potrà visitare padiglioni nazionali, esposizioni tematiche e progetti di ricerca provenienti da tutto il mondo, con particolare attenzione a sperimentazioni che uniscono scienza, arte e tecnologia.
La Biennale Architettura 2025 si conferma così come un appuntamento strategico per interpretare e orientare il futuro delle nostre città, in un’epoca di profonde trasformazioni ambientali, tecnologiche e culturali.
Per maggiori dettagli sull’evento: www.labiennale.org/it/architettura/2025
GREEN21 – EFFICIENZA, TECNOLOGIA, SOSTENIBILITA’
Cer nazionali: la nuova energia dell’Italia che collabora
Con l’approvazione del decreto attuativo del MASE e le nuove regole operative del GSE (febbraio 2024), l’Italia compie un salto decisivo verso una transizione energetica diffusa e collaborativa. La vera rivoluzione? Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) possono ora operare anche su scala nazionale. Non cambia la possibilità di condividere energia a distanza, che era già prevista a livello di zona di mercato; la vera novità riguarda l’accesso agli incentivi: solo l’energia condivisa all’interno della stessa cabina primaria potrà beneficiare del contributo economico previsto. Con il nuovo decreto, tuttavia, viene formalizzata la possibilità di costituire CER nazionali, permettendo una gestione più flessibile della condivisione anche tra soggetti geograficamente distanti, pur senza il riconoscimento dell’incentivo GSE per l’energia scambiata oltre la cabina.
Una novità che spalanca le porte a un futuro energetico più inclusivo, resiliente e digitale.
UN MERCATO IN ESPLOSIONE: PROSPETTIVE E OBIETTIVI
Oggi in Italia sono attive circa 150 iniziative di condivisione energetica, ma il Governo punta molto più in alto: l’obiettivo dichiarato è costituire 15.000 CER entro pochi anni.
Per farlo, sono stati stanziati 2,2 miliardi € dal PNRR (contributi fino al 40% a fondo perduto nei comuni sotto i 5.000 abitanti) e si punta a raggiungere almeno 2 GW di potenza installata entro il 2026, con benefici attesi per 2 milioni di cittadini.
RISPARMIARE, PRODURRE, CONDIVIDERE: CONVIENE A TUTTI
Le CER sono vantaggiose per famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni grazie all’autoconsumo collettivo e agli incentivi del GSE, che arrivano fino a 120 €/MWh per 20 anni.
Anche i Comuni possono costituire CER per tagliare la spesa pubblica energetica e reinvestire i risparmi sul territorio.
Il risultato? Energia prodotta localmente, minori emissioni, riduzione della dipendenza dall’estero e valore che resta nelle comunità.
Le CER nazionali, pur non accedendo a questi incentivi, restano economicamente vantaggiose perché:
- permettono la massima valorizzazione dell’energia rinnovabile prodotta;
- riducono i costi energetici per i consumatori associati;
- promuovono economie di scala nella gestione.
UNA NUOVA INFRASTRUTTURA DIGITALE E COOPERATIVA
Le CER nazionali non sono solo impianti e incentivi: servono piattaforme digitali intelligenti per gestire dati, consumi e benefici in tempo reale. Blockchain, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio evoluti sono il cuore tecnologico di queste comunità.
In parallelo, nascono nuovi modelli organizzativi: cooperative, associazioni, consorzi, unioni di Comuni. È l’energia che diventa sociale, partecipata e trasparente. Una spinta a investire in reti, competenze e innovazione.
ENERGIA PER IL SISTEMA PAESE
Le comunità energetiche sono molto più che uno strumento di risparmio: rappresentano una nuova economia circolare dell’energia, dove il valore generato resta sul territorio.
Fino a 5 GW di potenza energetica che secondo il Decreto CER potrà essere incentivata entro il 2027. 2 GW possono beneficiare del contributo PNRR entro il 2026
Le CER rappresentano uno strumento dalle grandi potenzialità e possono cambiare il volto energetico del Paese: meno emissioni, più partecipazione, più sicurezza, più equità.
LA SVOLTA È COMINCIATA
Dopo anni di sperimentazioni locali, le CER entrano nella loro fase più matura e promettente. La dimensione nazionale è un moltiplicatore di opportunità: per i territori, per le imprese, per i cittadini. Ora la sfida è culturale e organizzativa: servono informazione, strumenti semplici e modelli replicabili.
Ma la strada è tracciata: l’energia del futuro sarà condivisa.
XORI HIGHLIGHTS – I NOSTRI RACCONTI DI INNOVAZIONE E CRESCITA
La riqualificazione della ex-manifattura tabacchi si aggiudica il Green Good Design Award 2025
Nel cuore dell’ex quartiere industriale Regio Parco, a Torino, sta per prendere forma uno dei più significativi progetti di rigenerazione urbana a livello nazionale. Si tratta della riqualificazione dell’ex-Manifattura Tabacchi, un intervento ambizioso e complesso che ha ricevuto lo scorso 4 Aprile ad Atene un importante riconoscimento internazionale: il Green Good Design Award 2025, assegnato dal Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design e dall’European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies.
Il progetto, promosso dall’Agenzia del Demanio, è guidato da Eutropia Architettura e Pininfarina Architecture, e si distingue per la qualità della visione architettonica e per l’approccio sostenibile. A supporto, un ampio team multidisciplinare composto da Weber Architects, Paisà Landscape, AEI Progetti e dalle società del gruppo Xori, MCM Ingegneria e LESS, che rivestono un ruolo tecnico chiave. Queste ultime saranno responsabili della progettazione degli impianti meccanici, elettrici e idraulici (MEP) e dello sviluppo di soluzioni impiantistiche sostenibili.
Un nuovo paesaggio urbano tra storia e futuro
L’intervento intende trasformare il sito industriale dismesso in un polo culturale e universitario aperto alla città, combinando memoria storica e innovazione architettonica. Il masterplan prevede la realizzazione di un Polo Archivistico e Culturale con centro studi e spazi di consultazione, accanto alla rigenerazione degli edifici esistenti per accogliere un Polo Universitario con residenze, servizi e aule di alta formazione.
Ma è l’approccio paesaggistico e urbano a rendere il progetto particolarmente distintivo. Gli spazi pubblici saranno articolati in una rete di piazze, corti e giardini: dalla Piazza dei Binari alla Corte dell’Acqua, dal Bosco Didattico al Giardino dello Sport, fino all’Alberoteca dei bambini. Elementi architettonici e naturali dialogheranno in continuità, con percorsi che si snoderanno tra le nervature dell’architettura industriale e le curve dei corsi d’acqua, rivelando un nuovo modo di vivere la città.
Architettura sostenibile e tecnologie avanzate
I due nuovi edifici che ospiteranno gli archivi sono progettati per evocare il carattere industriale originario, con coperture che reinterpretano i tradizionali shed e strutture modulari prefabbricate assemblate a secco, per ridurre tempi di costruzione e impatto ambientale.
All’interno del team, MCM Ingegneria e LESS svilupperanno le soluzioni impiantistiche ad alta efficienza, integrando automazioni, sistemi di gestione intelligenti e tecnologie capaci di ridurre i consumi energetici e ottimizzare la funzionalità degli spazi. L’approccio è quello dell’ingegneria integrata, pensata non solo in funzione della prestazione tecnica, ma anche della vivibilità e della sostenibilità nel tempo.
Un progetto premiato ancora prima di nascere
L’assegnazione del Green Good Design Award 2025, conferito a progetti che si distinguono per l’eccellenza nel design ambientale e nella sostenibilità, testimonia il valore della visione portata avanti dal team di progettazione. Il premio riconosce il potenziale trasformativo di un intervento che aspira a essere non solo un modello di rigenerazione urbana, ma anche un luogo vivo, capace di promuovere cultura, coesione sociale e qualità ambientale.
La nuova Manifattura Tabacchi, una volta realizzata, rappresenterà un laboratorio urbano a cielo aperto, in grado di connettere la città storica con il paesaggio naturale, restituendo un’identità forte e riconoscibile a una parte di Torino ancora da riscoprire.
FOCUS ESG – GOVERNANCE, AMBIENTE E SOCIETA’ AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO
ESG: un quadro normativo in evoluzione tra obiettivi globali e responsabilità d’impresa
La crescente attenzione alle sfide ambientali, sociali ed economiche globali sta ridisegnando il perimetro delle politiche pubbliche e del mondo produttivo. In questo contesto, la regolamentazione in materia di sostenibilità non rappresenta soltanto una risposta alle urgenze ambientali, ma si configura come uno strumento strategico per guidare le imprese verso modelli di sviluppo più responsabili, resilienti e competitivi.
A livello internazionale, un riferimento fondamentale è costituito dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Presentati nel 2015, gli SDGs identificano 17 obiettivi interconnessi che vanno oltre le sole questioni ambientali, abbracciando temi come la crescita economica inclusiva, la parità di genere, la qualità dell’istruzione, l’accesso all’energia pulita e lo sviluppo di città sostenibili. Si tratta di una visione integrata che orienta le azioni di governi, aziende e società civile verso un futuro equo e sostenibile, non come semplice aspirazione, ma come impegno collettivo.
In Europa, il Green Deal lanciato dalla Commissione Europea nel 2019 costituisce il principale piano d’azione per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il pacchetto legislativo, ancora in fase di consolidamento, mira a decarbonizzare settori chiave come energia, trasporti e industria, promuovendo allo stesso tempo l’economia circolare, la tutela della biodiversità e una finanza più sostenibile.
Proprio il settore finanziario rappresenta oggi uno snodo cruciale nella transizione ecologica. La finanza sostenibile è chiamata a orientare i capitali verso attività economiche che contribuiscono in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi ambientali e sociali. Strumenti come la Tassonomia UE – un sistema normativo che definisce quali attività economiche possono essere considerate “sostenibili” – offrono un linguaggio comune per guidare le scelte di investimento e prevenire fenomeni di greenwashing.
Un ulteriore tassello centrale nel nuovo scenario normativo è rappresentato dalla rendicontazione di sostenibilità. Le imprese sono sempre più tenute a misurare, comunicare e migliorare le proprie performance in ambito ESG. Non si tratta solo di un adempimento formale, ma di un esercizio di trasparenza e strategia: rendicontare significa rispondere alle aspettative degli stakeholder – dagli investitori ai dipendenti – e allo stesso tempo individuare rischi, inefficienze e opportunità di crescita.
A supporto delle organizzazioni, si stanno consolidando standard internazionali come il GRI (Global Reporting Initiative) e il SASB (Sustainability Accounting Standards Board), insieme agli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sviluppati da EFRAG per il contesto europeo. Questi framework definiscono indicatori e metriche che permettono una comunicazione coerente e comparabile delle performance ESG, rafforzando la credibilità delle imprese sui mercati finanziari.
In sintesi, Agenda 2030, Green Deal europeo, Tassonomia UE e rendicontazione di sostenibilità costituiscono un impianto integrato che accompagna le imprese nel percorso verso un’economia più sostenibile. Gli obiettivi globali tracciano la direzione, il Green Deal propone strumenti concreti di intervento, e la rendicontazione consente di misurare e comunicare in modo trasparente l’impegno profuso.
L’integrazione tra visione strategica, azione normativa e trasparenza operativa rappresenta oggi la chiave per attivare un cambiamento sistemico e costruire un’economia capace di coniugare prosperità, inclusione e tutela dell’ambiente.
PENSIERO21 – VISIONI TECNICHE, IDEE, INNOVAZIONE E CULTURA PER IL FUTURO
La Sostenibilità Digitale: una leva strategica nel mercato internazionale
A cura di Elena Di Donato, Digital Sustainability Specialist – Digital Innovation Hub Piemonte
In campo ingegneristico e industriale si parla di progetti e produzione sostenibile, nelle normative europee si parla di sostenibilità, gli enti di credito parlano di rating di sostenibilità e tutti hanno sentito almeno una volta in ufficio, in azienda, alle macchinette del caffè o in palestra queste domande:
- La Sostenibilità è solo un trend?
- Cosa c’entra il Digitale con la Sostenibilità?
- E se anche la Sostenibilità avesse un legame con i prodotti o i servizi digitali, chi ha il tempo e le risorse per approfondire il tema?
La Sostenibilità è un mega-trend
Iniziamo subito rispondendo alla prima domanda: “La Sostenibilità è solo un trend?”
La risposta è “No”, perché la Sostenibilità è un “Mega-Trend”.
Prima di tutto è meglio chiarire il significato di questa espressione che potrebbe sembrare di carattere commerciale e pubblicitario, ma è invece parte del lessico consulenziale e accademico dagli anni Novanta.
Un trend è una tendenza economica, demografica, sociale o politica, un “mega-trend” è un trend globale che sta già avendo e che avrà un impatto su grande scala e durerà per un lungo periodo di tempo. Si affermerà prima della nascita di una regolazione normativa a riguardo e sarà proprio il suo impatto sul mercato e nel mondo a spingere i regolatori a redigere delle norme sul tema. Una volta realizzato un quadro normativo di riferimento seguiranno incentivi fiscali e finanziamenti ad hoc.
Basti pensare alle tecnologie cosiddette del 4.0, prima hanno iniziato a imporsi sul mercato poi è stato emanato un Piano Nazionale per definire le caratteristiche di tali tecnologie, a seguito di ciò sono arrivati ingenti supporti economici per investimenti 4.0.
Questo è proprio il classico iter che scandisce la nascita e l’affermazione di un mega-trend, come quello della digitalizzazione: tutto inizia da un evento che ha un impatto ESG (Environmental, Social, Governance) globale di tipo economico, ambientale e/o sociale, segue l’intervento degli enti regolatori e il lancio di piani di incentivi economici e finanziamenti agevolati.
All’interno del mega-trend Digitalizzazione, evidenziamo l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, per cui il primo regolamento europeo è stato introdotto solo a marzo del 2024 e stanno nascendo ora i primi finanziamenti per progetti AI.
Facciamo invece un esempio di mega-trend più legato a impatti sociali: l’invecchiamento della popolazione. Questa tendenza ha tutte le caratteristiche sopra elencate: l’aumento della popolazione anziana è un fenomeno diffuso su larga scala soprattutto nei paesi sviluppati, che porta con sé impatti di natura economica e sociale, con implicazioni per il sistema sanitario, il mercato del lavoro e i modelli di consumo. I paesi più impattati hanno implementato negli anni riforme al sistema pensionistico e sanitario e introdotto supporti economici per determinate fasce della popolazione.
Prerequisiti
Prima di iniziare l’analisi di questo mega-trend, di seguito tre concetti fondamentali:
- Sostenibilità nel sistema azienda: la sostenibilità d’impresa si declina nel concetto di sopravvivenza nel presente, progresso per il futuro e responsabilità nel raggiungere e rendicontare obiettivi sociali e ambientali.
- Un puzzle di sostenibilità: è diffuso il pensiero che “green” ed “energy” siano sinonimi di “Sostenibilità”, ma è come dire che “farina” è sinonimo di “pane”. I due concetti sono strettamente legati, ma non sono sicuramente sinonimi. Il mondo della sostenibilità non si esaurisce con i soli aspetti legati all’efficientamento energetico o alle riduzioni di emissioni di CO2. Un modo semplice e più corretto per rappresentare la Sostenibilità è invece quello di associarla a un PUZZLE con tessere di 3 colori: tessere verdi a raffigurare i pillar della sostenibilità ambientale (energia, emissioni, inquinamento, economia circolare…), tessere gialle associabili alla sfera sociale, che include topic come la sicurezza e la formazione e tessere blu a rappresentanza della sostenibilità economica e della buona governance.
- La sostenibilità digitale; è un approccio che vede il digitale come uno strumento fondamentale per uno sviluppo sostenibile e la sostenibilità come il driver, la “stella polare” per guidare i progetti di trasformazione digitale.
L’impatto della Sostenibilità Digitale
Partiamo dalla prima caratteristica dei mega-trends, l’impatto ESG su larga scala e decliniamolo a livello aziendale.
Ogni attività, progetto e investimento ha un impatto sul bilancio finanziario di chi compra e di chi vende, c’è quindi un valore economico per entrambi le parti. Consideriamo ad esempio l’acquisto di un software di energy management, è ben chiaro a tutti come va ad impattare sulla reportistica finanziaria, sia il compratore che il venditore registrano dei flussi di cassa e vedono delle variazioni tra le attività dello stato patrimoniale e tra le voci di costo e ricavo nel conto economico. In poche parole, sia l’azienda che acquista il software sia l’organizzazione che lo vende sa come rendicontare questo progetto digitale sul proprio bilancio finanziario. Questo vale per qualunque soluzione tecnologica, perché sappiamo associargli un valore economico.
Ogni progetto in campo ingegneristico tecnologico ha però anche un impatto ambientale e/o sociale oltre che economico. Queste due tipologie di impatto che sono associabili alle tessere verdi e gialle nel puzzle di sostenibilità e si rendicontano su un’altra tipologia di bilancio, che è quello non finanziario, definito bilancio di sostenibilità.
Nella reportistica finanziaria si valorizzano le voci in euro, dollari o sterline, comunque attraverso una valutazione economica e si parla la lingua dei costi, ricavi, attività e passività. Nella reportistica di sostenibilità invece si valorizzano le attività in base al loro impatto in ambito ambientale, sociale e di governance, si parla quindi la lingua dei Sustainable Development Goals SDGs, dei Global Reporting Initiative GRI e dei Voluntary standard for non-listed micro-, small- and medium-sized enterprises VSME.
Quindi, ogni prodotto/servizio digitale così come viene rendicontato nei bilanci finanziari, può e deve essere inserito anche nei bilanci di sostenibilità, basta solo saperlo collocare nella sezione giusta, indagando il suo valore non solo da un punto di vista economico, ma anche ambientale e sociale.
Chiunque abbia sentito parlare di sostenibilità, avrà anche sentito parlare di materialità o più precisamente di doppia materialità. Un tema è “materiale” quando è considerato significativo e rilevante per un portatore di interesse, in inglese stakeholder.
Un tema/elemento è materiale per un certo stakeholder quando racchiude in sé rischi e opportunità che impattano sulla sfera economica, sociale e ambientale di quello stakeholder
Facciamo due esempi concreti: per un’azienda dell’agrifood o del settore tessile un tema materiale è la trasparenza nella filiera produttiva, mentre per una società che gestisce grandi moli di dati due temi materiali sono la cybersecurity e l’impatto energetico dei data center.
Aggiungiamo un pezzo fondamentale: ogni risorsa gestita da un’azienda ha una doppia materialità, ovvero è rilevante per almeno due stakeholders.
Quali sono le due dimensioni della doppia materialità?
Esistono due tipi di materialità che ritroviamo nelle matrici di doppia materialità dei bilanci di sostenibilità delle aziende:
- Materialità finanziaria: analizza gli impatti economici/finanziari subiti dall’azienda e generati dall’ambiente esterno, figli di rischi fisici o di transizione. Viene anche definita materialità outside-in perché si concentra sulle conseguenze economiche positive o negative che l’azienda potrebbe avere se si verificassero determinati rischi/opportunità ESG.
- Materialità d’impatto: analizza gli impatti ESG positivi e negativi generati dall’azienda e subiti dall’ambiente esterno, figli dei processi e operazioni aziendali. Viene anche definita materialità inside-out perché si concentra sulle conseguenze ambientali, sociali ed economiche che gli stakeholders esterni subiranno a fronte di determinate scelte aziendali.
L’Europa la vuole e le banche la prediligono
Parlando della seconda caratteristica di un mega-trend, il quadro normativo, la sostenibilità sta ancora aspettando una regolamentazione completa e univoca, anzi, ci sono profonde differenze sulle posizioni dei diversi continenti a tal riguardo. A livello europeo le principali normative la CSRD, Corporate Sustainability Reporting Directive del 2022 e la CS3D, Corporate Sustainability Due Diligence Directive del 2024, stanno subendo delle modifiche significative tramite il pacchetto di Riforme Omnibus che vanno nella direzione di ridurre il peso economico della sostenibilità e delle rendicontazioni sopra descritte, in modo da non intaccare la competitività delle aziende italiane nei confronti di quelle di altri stati.
Per quanto riguarda il terzo elemento dell’analisi dei mega-trends, gli incentivi economici, bisogna sottolineare che il sistema bancario e il mercato azionario si stanno ponendo sempre più la questione di comprendere se l’impresa è in grado di rimborsare un finanziamento o creare rendite nel medio e lungo termine. La risposta è nella matrice di doppia materialità. Le aziende che sono consapevoli dei propri impatti sull’ambiente esterno e stanno lavorando per mitigarli, hanno diritto a un costo del denaro minore sia in caso di richieste di finanziamenti presso enti creditizi sia per quanto riguarda gli ambienti assicurativi. Dimostrandosi più responsabili negli impatti inside-out, mitigando i rischi con azioni mirate, contribuiscono infatti a ridurre i rischi outside-in della filiera e della comunità circostante.
Si può quindi affermare che la sostenibilità digitale è una richiesta del mercato e che le aziende che investono per esserlo investono su una leva strategica per creare valore duraturo nel tempo.
Di Donato Elena
Digital Sustainability Specialist – Digital Innovation Hub Piemonte
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