AMPLIFICHIAMO IDEE, VALORIZZIAMO CONNESSIONI.

NEXTHORIZONESPLORANDO NUOVE FRONTIERE DELL’INNOVAZIONE

In collaborazione con 012factory Spa Società Benefit, incubatore certificato dal Mimit e B Corp

Cervelli d’élite: perché il talento sarà il vero capitale della tua impresa

Nel cuore pulsante della Silicon Valley si sta combattendo una guerra silenziosa ma spietata. Non si tratta di brevetti, algoritmi o prodotti: si combatte per le persone. In particolare, per quelle poche migliaia di sviluppatori e scienziati che stanno plasmando l’intelligenza artificiale del futuro. La notizia, riportata dal quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung ha il sapore di una storia da fantascienza: Mark Zuckerberg avrebbe offerto fino a 100 milioni di dollari in bonus solo per convincere i migliori ingegneri ad accettare un’offerta di lavoro da Meta. Sam Altman (OpenAI) ha definito questi numeri “folli”. Ma la logica, per quanto estrema, è chiara: chi controlla il talento, controlla l’innovazione.

 

/ Il talento, vero asset strategico

Perché questo dovrebbe interessare anche un imprenditore italiano, magari a capo di una PMI manifatturiera, una cooperativa, o una tech startup emergente? Perché quello che sta accadendo nel mondo delle big tech non è un fenomeno isolato: è la punta dell’iceberg di una trasformazione più ampia in cui il talento – e non il capitale o la tecnologia – è il vero asset strategico.

Oggi non sono soltanto le grandi multinazionali a contendersi i migliori. Lo fanno anche le medie imprese, le startup, i centri di ricerca. E non sempre vince chi offre più soldi. Come spiega Damian Borth, professore di Intelligenza Artificiale e Machine learning alla University of St.Gallen in Svizzera, “i migliori sviluppatori non si muovono solo per denaro, ma per lavorare su tecnologie chiave, con team motivanti, in contesti stimolanti”. È questa la vera lezione per ogni imprenditore: creare un ambiente in cui le persone vogliono restare. Dove possano crescere, incidere, sentirsi parte di qualcosa che ha un senso.

 

/ Ridurre il time-to-market

Il caso Meta mostra anche un’altra tendenza cruciale: acquisire interi team, non solo singoli individui. La logica è simile a quella del calcio professionistico: non basta un fuoriclasse, serve una squadra che funziona. Zuckerberg ha investito 14,3 miliardi di dollari nella startup Scale AI per portarsi a casa non solo il CEO Alexandr Wang, ma un intero team già rodato, capace di costruire insieme la cosiddetta “superintelligenza”. Allo stesso modo, OpenAI ha arruolato il celebre designer Jony Ive, mentre Google ha speso 2,7 miliardi per l’acquisizione di Character AI.

Queste manovre non sono soltanto dei colpi di teatro. Sono strategie per ridurre il time-to-market, saltare le fasi iniziali di costruzione dei team, guadagnare mesi o anni di sviluppo. E lo stesso vale, in scala minore, per le PMI italiane che vogliono innovare. Invece di cercare singoli profili sul mercato (sempre più rari e costosi), può essere più efficiente e sostenibile collaborare con startup, università, gruppi di ricerca già attivi, puntando su partnership, open innovation, co-investimenti.

 

/ Attenzione ai rischi

Attenzione però: ogni acquisizione comporta dei rischi. Come sottolinea Georg von Krogh (ETH Zurigo), investire somme enormi su una tecnologia non ancora matura – o peggio, su una visione sbagliata – può trasformarsi in un clamoroso errore strategico. E il capitale umano, una volta attratto, non è facile da trattenere. I migliori talenti, soprattutto quelli già economicamente appagati, cercano progetti significativisfide intellettuali, e valori coerenti con i propri. Serve una leadership visionaria, capace di guidare con coerenza e autenticità.

 

Il parallelismo con il mondo del calcio è utile ma fuorviante. Non bastano i “fuoriclasse”. Serve una cultura d’impresa che metta al centro motivazioneformazione continuafiducia. E serve anche il coraggio di investire su persone che, oggi, non portano risultati immediati, ma che rappresentano il potenziale di domani.

Ecco perché la lezione si riduce a un concetto chiaro. Il vero vantaggio competitivo nel XXI secolo è il capitale umano. Non si compra e non si possiede. Si attrae, si ispira, si coltiva.

REGOLA21LE NORMATIVE E I BANDI CHE CONTANO

Simest 2025: nuove opportunità per internazionalizzazione, sostenibilità e competitività delle imprese italiane

Con l’apertura delle nuove linee di finanziamento Simest, il 2025 si conferma un anno chiave per le imprese italiane che vogliono investire su internazionalizzazione, transizione digitale ed ecologica e rafforzamento patrimoniale. La piattaforma gestita dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione finanziamenti agevolati a condizioni estremamente vantaggiose: un tasso pari al 10% del tasso di mercato — oggi fissato allo 0,371% — e contributi a fondo perduto fino al 10%, elevabile fino al 20% per le imprese con sede operativa nel Sud Italia.

Il pacchetto Simest si presenta oggi con sei linee principali di intervento, pensate per accompagnare PMI e Midcap lungo tutto il percorso di crescita internazionale: dall’apertura di nuovi mercati, alla digitalizzazione, dalla partecipazione a fiere internazionali fino all’inserimento temporaneo di manager specializzati. In alcuni casi, l’intervento può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, includendo anche la consulenza per la presentazione della domanda e la gestione delle pratiche amministrative.

Nuove linee dedicate ai mercati esteri e alla transizione

La linea dedicata all’inserimento nei mercati esteri finanzia l’apertura o il potenziamento di sedi operative, showroom o spazi commerciali all’estero, consentendo alle imprese di consolidare una presenza stabile nei mercati internazionali. Si affianca alla misura sulla transizione digitale o ecologica, destinata a sostenere investimenti in innovazione tecnologica e sostenibilità, con un requisito minimo di fatturato estero.

Ampio spazio è riservato anche a strumenti “agili” come il finanziamento per fiere, mostre ed eventi internazionali, accessibile con un solo bilancio approvato, e alla linea dedicata all’e-commerce per lo sviluppo di piattaforme digitali o l’accesso a marketplace esteri.

Più risorse per certificazioni e figure manageriali

Tra le novità di quest’anno spicca la linea per certificazioni e consulenze, utile per finanziare percorsi di formazione, studi di fattibilità, certificazioni di prodotto o di sostenibilità. Riconfermata anche la linea dedicata al temporary management, che permette di inserire in azienda figure manageriali specializzate per accelerare i processi di transizione digitale o ecologica.

Focus geografici: Africa e America Latina sotto i riflettori

Simest 2025 si arricchisce di nuove riserve di finanziamento orientate a specifiche aree geografiche. Con il Potenziamento Mercati Africani, vengono stanziati 200 milioni di euro a sostegno delle imprese che esportano, importano o operano stabilmente nel continente africano, con riserve dedicate anche a start-up e imprese giovanili e femminili. Novità assoluta è il sostegno alla competitività delle filiere italiane in America centrale e meridionale, destinato anche a grandi imprese e finalizzato non solo a investimenti esteri, ma anche a rafforzare la solidità patrimoniale e le competenze produttive sul territorio nazionale.

Condizioni vantaggiose e contributi a fondo perduto

La struttura del finanziamento prevede un contributo a fondo perduto che può arrivare fino al 20% per le imprese del Sud e al 10% per le altre imprese, con tetti rispettivamente di 200.000 euro e 100.000 euro nel rispetto del regime de minimis. Le modalità di accesso variano in base alla linea prescelta, ma nella maggior parte dei casi è richiesto un minimo di due bilanci approvati e, per alcune misure, una quota di fatturato estero.

In un contesto geopolitico in rapida trasformazione e con filiere produttive sempre più frammentate, Simest si conferma un alleato strategico per rafforzare la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali, sostenere la transizione ecologica e favorire nuove forme di crescita sostenibile.

AGENDA21GLI APPUNTAMENTI DEL MESE DA NON PERDERE

OPEN INNOVATION |
La tua azienda è davvero pronta per il futuro?

18 settembre 2025 – Impact Hub Torino

Un summit internazionale per un’architettura sostenibile e inclusiva nel cuore dell’Africa

In un contesto in cui l’innovazione non è più un’opzione ma una condizione essenziale per competere, nasce un appuntamento dedicato a chi vuole interrogarsi sul reale livello di apertura al cambiamento della propria azienda. Giovedì 18 settembre, negli spazi di Impact Hub Torino, si terrà un incontro pratico per affrontare le sfide della trasformazione in modo concreto, promosso in collaborazione con il Polo ICT.

L’obiettivo è semplice: aiutare le imprese, anche di piccole e medie dimensioni, a capire come rendere più efficace il proprio approccio all’innovazione e individuare percorsi accessibili per aprirsi a nuove opportunità di crescita.

Durante l’evento ci sarà spazio non solo per il confronto teorico, ma per un’esperienza diretta e dinamica:
– si potranno conoscere da vicino 5 realtà innovative selezionate da Impact Hub Torino e Polo ICT, che racconteranno esperienze e modelli già applicati con successo nel mercato;
– si avrà la possibilità di partecipare a sessioni 1:1, momenti riservati per creare connessioni dirette con imprenditori e innovatori e costruire collaborazioni immediate;
– si approfondiranno strumenti concreti per attivare percorsi di Open Innovation, con un focus particolare su come rendere questi processi sostenibili anche per le PMI;
– non mancherà lo spazio per il networking con altri attori dell’ecosistema, favorendo scambio di idee e contaminazione di buone pratiche tra imprese, startup, consulenti e realtà istituzionali.

Nel corso della serata si alterneranno interventi e momenti di dialogo, con l’obiettivo di aiutare ogni partecipante a misurare il proprio livello di apertura all’innovazione, identificare aree di miglioramento e ottenere strumenti immediatamente applicabili.

Si parlerà di trasformazione digitale, sostenibilità, internazionalizzazione, ma soprattutto di come costruire modelli aziendali più agili, resilienti e orientati al futuro.

Un’occasione per fermarsi, riflettere e attivare il cambiamento, uscendo da logiche astratte per scendere nel pratico, con strumenti e contatti utili a rafforzare la competitività.

> Per scoprire tutti i dettagli dell’evento e registrarti:
https://www.eventbrite.it/e/la-tua-azienda-e-davvero-pronta-per-il-futuro-tickets-1479568010749

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DOING BUSINESS in SINGAPORE – EUROPE CONFERENCE 2025

13-15 ottobre 2025 – SINGAPORE

Europe Conference 2025 è l’evento di riferimento per chi vuole costruire nuove connessioni tra Europa e Sud-Est Asiatico. Organizzata da Singapore Business Federation (SBF), la conferenza rappresenta un’occasione strategica per sviluppare opportunità di business e conoscere da vicino il mercato di Singapore, vera porta d’accesso alla regione ASEAN con oltre 660 milioni di consumatori.

Tre giorni di attività tra networking di alto livello, incontri B2B, sessioni plenarie con policy maker e imprenditori di primo piano, workshop tematici e visite aziendali a realtà d’eccellenza nell’innovazione e nella sostenibilità.

Cosa ti aspetta alla Europe Conference 2025:

  • 13 ottobre | Site Visit Day: visite a luoghi simbolo dell’innovazione singaporiana, tra cui il DHL Asia Pacific Innovation Center, punto di riferimento mondiale per la logistica e le nuove tecnologie.
  • 14 ottobre | Main Conference Day: una giornata intensa di sessioni plenarie, keynote istituzionali, panel discussion su innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e uno spazio dedicato alla collaborazione tra family office europei e singaporiani.
  • 15 ottobre | Europe Sustainovation Summit: focus su soluzioni concrete per l’economia circolare, la finanza verde, la trasformazione digitale e le nuove competenze, con case study e tavole rotonde cross-settoriali.

Europe Conference 2025 riunirà oltre 250 imprenditori, investitori, rappresentanti di camere di commercio e cluster industriali provenienti da tutta Europa e Singapore, con l’obiettivo di sviluppare sinergie concrete nei settori chiave della transizione green, delle nuove tecnologie e del commercio internazionale.

Grazie al sistema di B2B Matchmaking personalizzato, i partecipanti potranno accedere a incontri one-to-one mirati, organizzati sulla base di un’attenta profilazione e supportati da tecnologie di AI.

Un evento pensato per chi cerca nuove opportunità nei mercati asiatici, con il vantaggio di farlo in uno degli ecosistemi economici più stabili, innovativi e business-friendly al mondo.

Scopri come Singapore può essere il tuo gateway verso l’Asia.

>Programma dell’evento:
https://member-stg.sbf.org.sg/Europe-Conference-2025

>Per maggiori info per far parte della delegazione italiana:
SCRIVICI!

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INSIDETHEX – DIETRO LE QUINTE DEI PROGETTI

Aeroporto di Torino-Caselle: più spazio, più efficienza, più opportunità

L’estate 2025 si conferma una stagione di record per la mobilità italiana: secondo le ultime stime di settore, saranno oltre 28 milioni gli italiani che si sposteranno per le vacanze estive, con una crescita significativa dei voli sia nazionali che internazionali. In questo scenario di forte ripresa del traffico aereo, gli scali italiani sono sempre più impegnati ad adattare infrastrutture e servizi alle nuove esigenze dei passeggeri e delle compagnie aeree.

Tra gli interventi più significativi c’è il recente progetto di riorganizzazione e ampliamento dei gate all’Aeroporto di Torino-Caselle, una delle principali porte di accesso al Piemonte e all’intero Nord-Ovest italiano. Un intervento concreto e mirato, in cui MCM Ingegneria, società del gruppo XORI, ha giocato un ruolo chiave.

La sfida: ripensare gli spazi senza fermare l’aeroporto

Con l’aumento dei voli, in particolare sulle rotte extra-Schengen e verso le destinazioni low-cost, SAGAT (la società di gestione aeroportuale) aveva l’esigenza di ottimizzare il flusso dei passeggeri e, al contempo, liberare aree strategiche per nuovi spazi commerciali.

L’intervento ha previsto la creazione di due nuovi gate — 6A e 6B — collocati nella nuova sala imbarchi al piano ammezzato, realizzata recuperando gli spazi precedentemente occupati da una ex mensa aziendale. La vera complessità? Intervenire in un’infrastruttura aeroportuale operativa, garantendo la piena continuità del servizio durante tutte le fasi di cantiere.

La soluzione: ingegneria integrata e gestione di cantiere efficiente

MCM Ingegneria ha seguito l’intero progetto dalla fase esecutiva alla realizzazione, occupandosi di:

  • Ingegneria integrata delle opere, con la completa progettazione architettonica, strutturale, impiantistica e di arredo aeroportuale;
  • Direzione lavori e coordinamento della sicurezza, assicurando la gestione ottimale di un cantiere ad alta complessità logistica;
  • Riqualificazione funzionale degli spazi, compresa la progettazione della nuova rampa metallica, che collega direttamente il piano ammezzato con l’area piazzale per l’imbarco a piedi tipico dei voli low-cost.

L’intervento ha permesso di portare il numero complessivo dei gate a 24, migliorando sensibilmente l’efficienza delle procedure d’imbarco, in particolare per le destinazioni internazionali, e aprendo nuove possibilità per la gestione commerciale e l’accoglienza passeggeri.

Il risultato: più efficienza per l’aeroporto, più comfort per i passeggeri

Grazie al lavoro svolto, l’Aeroporto di Torino-Caselle dispone oggi di un’infrastruttura più funzionale, capace di gestire flussi crescenti di passeggeri con spazi più razionali e percorsi ottimizzati. Un progetto rapido, efficace e ad alto valore aggiunto, che ha saputo unire:

  • riqualificazione di aree dismesse,
  • miglioramento dell’esperienza passeggeri,
  • incremento del potenziale commerciale,
  • e ottimizzazione logistica delle operazioni di imbarco.

Una testimonianza concreta di come l’approccio di ingegneria integrata di MCM Ingegneria contribuisca alla trasformazione di infrastrutture strategiche del Paese, con interventi pratici che impattano positivamente sia sul sistema trasporti sia sulla qualità del viaggio per milioni di passeggeri.

FOCUS ESG – GOVERNANCE, AMBIENTE E SOCIETA’ AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO

ESG | La dimensione governance

All’interno del mondo ESG, la dimensione Governance riguarda la struttura di leadership di un’organizzazione, la sua composizione, la retribuzione dei dirigenti, i sistemi di audit e controllo interno, i diritti degli azionisti e la trasparenza nei processi decisionali. Una governance solida garantisce che l’azienda sia gestita in modo etico, responsabile e trasparente, riducendo il rischio di corruzione e conflitti di interesse e promuovendo una cultura aziendale improntata all’integrità.

In questo contesto, la UNI ISO 26000, “Guida alla responsabilità sociale”, rappresenta un quadro di riferimento globale pensato per aiutare le organizzazioni di ogni tipo e dimensione a operare in modo socialmente responsabile. Si tratta di una linea guida non certificabile, ma utile a orientare l’integrazione della responsabilità sociale nelle strategie e nelle attività aziendali.

I principi cardine della norma includono:

  • Accountability (rendicontare le proprie azioni),
  • Trasparenza (chiarezza nelle decisioni e nelle attività),
  • Comportamento etico (agire secondo principi morali),
  • Rispetto degli interessi degli stakeholder,
  • Rispetto della legalità,
  • Conformità alle norme internazionali di comportamento,
  • Rispetto dei diritti umani.

La norma articola la responsabilità sociale in sette aree tematiche e si configura come uno strumento utile a tradurre in pratica i principi ESG, contribuendo in particolare alla gestione della S (Social) e della G (Governance), con ricadute anche sulla E (Environmental).

Un altro elemento centrale per una buona governance è il Codice Etico, il documento che esprime i valori e i principi comportamentali a cui l’organizzazione si ispira e si impegna a rispettare. È uno strumento di orientamento per tutti i soggetti coinvolti nelle attività aziendali – dipendenti, dirigenti, collaboratori e fornitori – e contribuisce a promuovere comportamenti coerenti con la cultura aziendale.

Un Codice Etico ben strutturato non si limita a vietare condotte illecite ma diventa un vero e proprio pilastro della governance responsabile: promuove trasparenza, integrità, rispetto e responsabilità, contribuendo a prevenire rischi reputazionali, legali e operativi. È anche uno strumento di rafforzamento interno, migliorando il clima aziendale, e un fattore competitivo verso l’esterno, valorizzando l’immagine aziendale.

In Italia, un riferimento normativo imprescindibile nel presidio della governance è il Decreto Legislativo 231/2001, che introduce la responsabilità amministrativa delle imprese per determinati reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente, da soggetti apicali o sottoposti.

Un Modello 231 efficace si fonda su alcuni elementi chiave:

  • Mappatura dei rischi, per identificare le aree aziendali più esposte;
  • Protocolli e procedure operative, con regole dettagliate per prevenire i reati;
  • Sistema disciplinare, per sanzionare le violazioni al modello;
  • Formazione continua, per assicurare consapevolezza e conoscenza diffusa del modello;
  • Organismo di Vigilanza (OdV), autonomo e indipendente, con compiti di monitoraggio e aggiornamento.

Governance ESG: da obbligo normativo a leva strategica

Per le imprese orientate a una crescita sostenibile, la governance non può più essere ridotta a un insieme di adempimenti formali: rappresenta un fattore abilitante per la competitività di lungo periodo. La capacità di gestire la trasparenza, la legalità, la responsabilità sociale e ambientale si traduce in maggiore resilienza, attrattività per investitori e opportunità sui mercati.

Strumenti come la UNI ISO 26000, i Codici Etici e il Modello 231 rappresentano oggi le basi operative per un approccio integrato e credibile all’ESG, trasformando principi generali in processi aziendali solidi e verificabili. Governare in modo responsabile non è più solo un dovere, ma una condizione essenziale per generare valore durevole per l’organizzazione e per la società.

MARKETLENS – UNO SGUARDO ATTENTO SUI TREND CHE CONTANO

Singapore, il gigante economico in miniatura che guida la crescita asiatica

In un mondo scosso da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e rialzi dei tassi d’interesse, emerge un piccolo Stato che da anni riesce a sfidare ogni incertezza globale, mantenendo una traiettoria di crescita stabile e continua. Singapore, con appena 6 milioni di abitanti e una superficie poco più grande del Lago di Garda, si conferma il baricentro economico dell’Asia, nonché uno degli hub più ambiti per investimenti e sviluppo di nuove attività da parte delle imprese europee.

Nel 2024 il PIL della città-Stato ha raggiunto quota 731 miliardi di dollari di Singapore, pari a circa 500 miliardi di euro, segnando un PIL pro capite da record: oltre 121.000 dollari singaporiani, l’equivalente di circa 83.000 euro per abitante. Ancora più impressionante è il valore degli scambi commerciali, che ha superato 1.285 miliardi di dollari locali, a dimostrazione della vocazione marcatamente internazionale di un’economia che si alimenta di commercio, logistica, finanza e innovazione.


La capitale asiatica degli affari: tra competitività e apertura

Singapore non è soltanto un hub logistico perfettamente collegato con tutto il mondo — grazie a uno dei porti commerciali più efficienti a livello globale e all’aeroporto di Changi regolarmente premiato come il migliore al mondo — ma anche un centro di attrazione per imprese tecnologiche, manifatturiere e finanziarie. È considerata l’economia più competitiva del pianeta secondo il World Economic Forum, la più innovativa in Asia secondo il Global Innovation Index, e rimane stabilmente al vertice anche nei rapporti della Banca Mondiale per facilità di fare impresa. Non manca nemmeno il primato nella digitalizzazione, con Singapore che occupa la vetta nel World Digital Competitiveness Ranking redatto dall’IMD.

La stabilità politica e la solidità istituzionale costituiscono l’ossatura di un modello che punta a garantire trasparenza amministrativa, efficienza burocratica e tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Con più di 25 accordi di libero scambio (FTA) già operativi, tra cui quello con l’Unione Europea (EUSFTA), Singapore assicura accesso preferenziale a oltre il 90% del commercio mondiale.

A completare il quadro, il Paese può contare su un’infrastruttura digitale tra le più avanzate al mondo, frutto delle ambiziose politiche di Smart Nation, e su una logistica che si conferma al top a livello globale grazie al porto commerciale leader mondiale e all’aeroporto di Changi, considerato uno degli hub aeroportuali più moderni ed efficienti.


Singapore guarda all’Europa: export in crescita e attenzione crescente verso il mercato italiano

Singapore non è soltanto una piattaforma per accedere ai mercati asiatici, ma si sta affermando sempre più come partner commerciale e industriale per l’Europa. Con un commercio bilaterale di beni che nel 2024 ha superato i 21 miliardi di dollari singaporiani e scambi di servizi sopra gli 8 miliardi, i rapporti tra Singapore e Unione Europea sono in costante crescita.

Una recente analisi della Singapore Business Federation (SBF) evidenzia come le aziende di Singapore stiano guardando sempre più all’Europa come mercato prioritario. Le imprese singaporiane, spinte da obiettivi di diversificazione e dalla ricerca di partner tecnologici affidabili, considerano l’Europa — e in particolare l’Italia — come destinazione strategica per espandere le proprie attività, soprattutto nei settori con alto contenuto tecnologico, sostenibile e manifatturiero.

L’Italia si distingue per relazioni diplomatiche storicamente consolidate con Singapore, una posizione geografica favorevole nel Mediterraneo e un tessuto industriale fortemente orientato all’eccellenza in settori come alimentare, moda, design, meccanica avanzata, energia, smart building e infrastrutture.

Per le aziende italiane si apre dunque una doppia opportunità: da un lato, penetrare il mercato ASEAN attraverso Singapore; dall’altro, attirare investimenti e partnership industriali da parte di gruppi singaporiani interessati a insediarsi e collaborare con operatori locali.


Un ponte naturale tra Europa e Asia

La posizione strategica di Singapore e le sue solide relazioni bilaterali la rendono, oggi più che mai, un ponte privilegiato tra l’Europa e il continente asiatico. La crescita costante degli scambi commerciali, il dialogo istituzionale consolidato e l’aumento degli investimenti diretti tra le due aree confermano una convergenza sempre più forte tra imprese europee e realtà singaporiane.

Singapore offre alle aziende europee l’accesso immediato ai mercati emergenti dell’ASEAN, ma rappresenta anche un partner industriale attento a sviluppare relazioni di lungo periodo, soprattutto con Paesi come l’Italia che coniugano eccellenza produttiva, innovazione tecnologica e know-how manifatturiero.


Incentivi concreti per investire in innovazione e sostenibilità

Un ecosistema di incentivi fiscali e finanziari sostiene ulteriormente la competitività locale. Le imprese possono accedere a programmi di riduzione fiscale per attività innovative, supporti alla ricerca e sviluppo, contributi per la digitalizzazione e fondi dedicati a chi decide di espandere la propria attività nell’area asiatica. Le piccole e medie imprese, in particolare, possono beneficiare di sovvenzioni fino al 50% dei costi legati all’internazionalizzazione e fino al 90% dei costi di formazione del personale grazie a programmi governativi dedicati.

Tra le leve più potenti attivate dal governo spiccano anche gli incentivi a sostegno della transizione energetica. Il Resource Efficiency Grant fornisce contributi diretti alle aziende che investono in efficienza energetica e riduzione delle emissioni, promuovendo progetti green all’interno del territorio singaporiano. A questo si aggiunge il Land Intensification Allowance, una misura fiscale che garantisce deduzioni significative a chi realizza insediamenti industriali ad alta densità e ottimizzazione nell’uso del suolo. Due strumenti che rendono Singapore una meta preferenziale per le imprese europee impegnate nel percorso verso la sostenibilità ambientale.


Talento globale e condizioni favorevoli per l’impresa

Singapore è anche un catalizzatore naturale per il talento internazionale. Il Paese attira professionisti da tutto il mondo grazie a un sistema educativo ai vertici dei ranking globali e a politiche migratorie fortemente orientate all’apertura, come l’EntrePass, pensato per agevolare l’ingresso di imprenditori stranieri che investono in attività innovative.

In un periodo in cui la ristrutturazione delle supply chain è in cima alle priorità aziendali, Singapore si propone come un porto sicuro per le aziende europee che vogliono entrare in Asia ma cercano stabilità, efficienza e prospettive di lungo periodo.

La città-Stato non ha mai inseguito la crescita quantitativa, ma ha puntato tutto su qualità, innovazione e competitività sistemica. Oggi più che mai, questa strategia si sta rivelando la chiave di volta per resistere alle turbolenze globali e continuare a prosperare.

PENSIERO21 – VISIONI TECNICHE, IDEE, INNOVAZIONE E CULTURA PER IL FUTURO

HUMAN BIOPHILIC CITIES

Dalle Strategie Esg all’ inclusion and biophilic design per Comunità Umane Felici, Attrattive, Relazionali e Sostenibili

A cura di Massimiliano Mandarini, Architetto, esperto di Sostenibilità e Biofilia, Formatore Green Building , Segretario del Chapter Lombardia di Gbc Italia, Eco founder di creative Italy Lab

Le Relazioni Umane e la ricerca di Sicurezza, Luoghi Salubri, Prosperità Economica e Sociale sono i fattori fondanti della nascita del concetto di Civitas e di Città Contemporanea, dagli albori dei primi insediamenti umani venivano selezionati luoghi vicino a corsi d’acqua, luoghi con presenza di cibo, in aree protette da boschi, promontori e insenature o vicine ad esse. Insediamenti Umani capaci di generare cibo, relazioni, vita sociale dove l’Architettura, il Paesaggio, l’Urbanità era fortemente collegata e in simbiosi con la Natura, almeno fino alla Rivoluzione Industriale ottocentesca. Città e Comunità palcoscenico di narrazione dell’incontro tra luoghi e persone, tra tradizioni e innovazioni continue che hanno sedimentato negli anni e nella storia il Genius Loci, i linguaggi, le identità̀ culturali, visive e artistiche che hanno costruito nei secoli  il nostro Patrimonio Collettivo di Identità non solo fisico ma immateriale e di stile di vita che tutti ci invidiano nel mondo.

La Città, le sue Architetture, Infrastrutture, luoghi pubblici ed ambienti privati sono da sempre il risultato di una ricerca continua di Bellezza e Rappresentazione Ideale e Concreta dei Valori Sociali ed Economici di un territorio e della soglia storica del tempo, dove Arte, Decorazioni, Stile e tecnologia si sono sempre uniti nella ricerca della Felicità e Piacevolezza dei luoghi sia nell’Ambiente Pubblico che Privato. L’emblema di questo è la Piazza luogo Simbolo delle Relazioni Economiche, Sociali e Religiose, ma anche le Fabbriche, le Dimore, i Borghi, i Quartieri, le Infrastrutture, le Strade sono da sempre stati fortemente legati agli elementi naturali, sistemi fondamentali e unificanti del nostro vivere. Non esiste Felicità senza Bellezza.

Lo scopo dell’Architettura è quello di dare “Casa e Protezione” alle Persone, trasmettere Bellezza e Qualità̀, creare ambienti capaci di instaurare relazioni tra le persone e il contesto, educare alla Civitas, proteggere, durare nel tempo e lascare un segno nel paesaggio, forte e gentile allo stesso tempo. Oggi, forse, parliamo troppo di tecnologia e ci dimentichiamo l’essenza del vivere e il bisogno di luoghi e architetture “Sostenibili e Salubri”, capaci di accompagnarci nel nostro continuo cammino di ricerca di Innovazione che non può prescindere dal creare Valore Sociale, Economico  Felicità e Bellezza Collettiva.

La vera sfida non è solo quella di rendere efficiente il patrimonio edilizio esistente con le giuste Policy e Norme verso il Net Zero e l’Adattamento Climatico, ma anche come farlo: ponendo attenzione ai bisogni delle persone e ai temi della salute nelle nostre case e città.

Dalle nuove generazioni che cercano casa e non trovano ambienti accessibili nelle nostre Città, sani, belli e sostenibili al giusto prezzo, alle famiglie, ai single, al mondo femminile e a quello degli anziani, cresce sempre di più̀ la domanda di nuovi Habitat naturali, sostenibili, biofilici, salubri e naturalmente belli, accessibili anche da un punto di vista economico.

Purtroppo, nello scenario immobiliare delle nostre Città, non sempre si unisce a un’offerta di spazi, abitazioni e uffici, naturali e sostenibili, un target economico accessibile ai più̀. Il mio percorso di questi anni è sempre stato orientato a studiare, ricercare, progettare, formare e diffondere una Cultura di Progetto Human Centered Design, capace di integrare Innovazione Tecnologica con Innovazione Sociale, per Soluzioni Sostenibili sia da un punto di vista ambientale che economico. L’obiettivo è l’Umanizzazione dei luoghi di vita e di lavoro e degli spazi collettivi, attraverso i principi del Biophilic Design e del Green Building, per le Persone e con le Persone per Nuovi Habitat salubri, efficienti e sicuri.

I nuovi Luoghi dell’architettura del Futuro possiamo realizzarli già nel nostro presente, migliorando la Qualità di Vita e il Benessere Sociale ed Economico delle nostre Comunità, dando valore e dignità allo spazio Pubblico accelerando sulla Rigenerazione Urbana sostenibile e su nuovi Modelli di Partenariato Pubblico-Privato capaci di aiutare il Disegno Pubblico orientato al Bene Comune con anche Risorse Economiche del Privato che può contribuire a questo disegno sotto la Regia attenta del Pubblico.

Quando si parla di Smart Cities e di Future Cities e di nuovi Luoghi del vivere e del lavorare nelle nostre città dobbiamo prima di tutto partire da un disegno di Common Good Design Progettare il Bene Comune e “Architetture Felici e Net Zero” portatrici di Tecnologie Sostenibili, Energie Rinnovabili e Sistemi Biofilici integrati capaci di riconnettere le persone alla natura, ridurre l’isola di calore e aumentando al contempo i luoghi di relazione e benessere psico-fisico con Ambienti Costruiti Salutari e Sicuri.

I programmi di Valorizzazione del Patrimonio Costruito e di Rigenerazione Urbana dovrebbero mettere al centro questi Criteri base quali i Criteri Esg, la Tassonomia Europea, il Green Building  e dei Protocolli Ambientali capaci di Misurarne le prestazioni e gli effetti capaci di rispondere alla domanda crescente di Sostenibilità Sociale, Economica e Ambientale.

Un altro fattore di grande trasformazione  è la crescente mobilità e flessibilità̀ del lavoro, che porta  sempre più̀ persone a cercare spazi per lavorare da casa con la conseguente trasformazione delle aziende, quartieri e abitazioni sostenibili che dalla sola produttività degli spazi uniscono il benessere, la naturalità, il  Confort Ambientale e il Benessere Sociale e Psico-fisico delle persone. La Cultura di progetto, che credo sia necessaria diffondere nel mercato e tra gli stakeholders e rimettere al centro del dibattito le Persone, senza dimenticare i temi ambientali e di adattamento climatico che devono essere orma norma e prassi consolidata e su cui non si può tornare indietro, è importante  dare risposta alla fondamentale richiesta di luoghi felici e salutari, ad alto confort e sicuri, attraverso soluzioni flessibili e riconfigurabili di nuovi Habitat Generativi di Bellezza, Naturalezza e Salubrità̀.

Le nostre attività̀ sono concentrate principalmente in ambienti indoor; in casa o in ufficio, dove la qualità̀ dell’aria, dei materiali utilizzati, degli impianti di climatizzazione e il livello minimo di luce naturale è in molti casi inadeguato e/o di poco valore. La qualità̀ dell’aria che respiriamo nell’80% del nostro tempo di vita e di lavoro nei luoghi confinati determina il livello della nostra salute e del nostro benessere.

Le città del Futuro dal mio punto di vista saranno migliori di quelle di oggi,  più Human, Tecnologicamente avanzata attraverso l’intelligenza artificiale generativa e alle tecnologie digitali, ma oltre che iper connesse saranno riconnesse alla Natura, attraverso l’approccio del Biophilic Nature Based Solution Design, di Community Building Net Zero produttori di Energia pulita e totalmente rinnovabili nel ciclo di vita dell’edificio, Comunità rinaturalizzate e Riumanizzate  indispensabili per la nostra sopravvivenza in adattamento climatico.

Il Biophilic Design, l’Architettura Sostenibile e il Green Building stanno già anticipando il Futuro riducendo gli impatti dei Mutamenti Climatici, quali ad esempio le Isole di Calore, Sistemi, Soluzioni progettuali e tecnologie capaci di prevenire l’inquinamento outdoor e indoor e prevenire disturbi di salute e stress nelle nostre città e comunità̀ di Vita, dove anche piccoli spazi possono diventare nuovi Habitat di qualità̀, per luoghi a misura d’uomo, salubri e confortevoli. Con il supporto di soluzioni innovative di progetto possiamo rendere gli spazi esistenti sani, confortevoli e di alta qualità̀. Un esempio è il progetto New Habitat for Transition, una piattaforma per una nuova Civitas, facilitatrice e aggregatrice delle migliori tecnologie e soluzioni progettuali e di prodotto-servizio di architettura biofilica per l’Abitare e il Benessere Sostenibile. Una nuova filosofia di Healthy Living, che si basa sull’approccio Human Centred Design e Human Thinking, creata per aumentare sicurezza, benessere individuale e collettivo in una dimensione Design for All per Nuovi Habitat Biofilici e Fotocatalitici, con al centro la salute umana, la sicurezza, il confort e il benessere sociale.

Questo è un esempio ma ci sono molteplici progetti in Italia e nel Mondo esempio di questa cultura della Sostenibilità che non è solo Ambientale ma prima di tutto Sociale ed Economica, con al centro Salute e Bene Comune, perché se non ampliamo il mercato verso la Sostenibilità rendendolo accessibile a tutti non si riesce ad invertire la tendenza degli impatti climatici e sociali, dalla povertà sociale, energetica e desertificazione economica ed immobiliare delle nostre città che non innovano verso la Sostenibilità che è ormai il primo Asset di Investimento e di Nuova Economia Globale.

Le Città, le Comunità piccole o grandi, il Patrimonio Edilizio Privato e Pubblico, le Architetture che non integreranno tecnologie rinnovabili e soluzioni sostenibili e biophiliche, insieme a sistemi digitali per il monitoraggio e la gestione della qualità̀ indoor avranno sempre meno finanziamenti e agilità normativa. La domanda di sostenibilità̀, salubrità̀ e luoghi naturali crescerà esponenzialmente insieme agli investimenti, dove investitori, decisori pubblici, gestori immobiliari e consumatori saranno sempre più informati e attinenti alla selezione di Ambienti, Case, Immobili, beni e servi sempre più̀ environmental e social compliance nei loro acquisti, che sia un cibo, un arredo, una casa, uno spazio retail, un ufficio e/o un nuovo posto di lavoro.

La qualità̀ del progetto, quindi, diventa centrale e imprescindibile, credo, poi, che la formazione, la divulgazione e l’accompagnamento progettuale verso le aziende, gli investitori e i committenti sia il tema fondamentale. Educare e trasmettere valore e qualità̀ per una Transizione Ecologica e Digitale Concreta e Duratura, vicina alle persone e non contro, darà l’opportunità̀ a tutti di vivere in ambienti piacevoli, che sia una casa o un posto di lavoro, dignitosi, belli, felici, salubri, sicuri e sostenibili e accessibili da un punto di vista economico.

 

Diversi studi indicano che la nostra salute e il nostro equilibrio psicofisico dipendono da quanto riusciamo a restare vicini e connessi agli elementi naturali: questo significa che più ce ne allontaniamo e li escludiamo dalla nostra esperienza quotidiana, più avvertiamo le conseguenze di questa mancanza, come per esempio il calo della capacità di attenzione e concentrazione, lo stress, la bassa produttività, la stanchezza, la depressione e l’aumento delle allergie e aumento dell’irritabilità e alla riduzione della creatività e produttività delle persone.

La Città del Futuro metterà al centro un nuovo modello di ambienti e relazioni realizzando al contempo ambienti più confortevoli, responsabili e ad impatto sociale e ambientale, riducendo lo spreco di materia prima (cresciuta in modo esponenziale in termini economici) la componente rifiuto, la componente plastica, le emissioni di CO2, integrando elementi per il benessere e la qualità indoor e con un controllo di gestione in fase ante e post attraverso l’innovazione di progetto e di prodotto dato dalla A.I. e dalla manifattura 5.0, riducendo al contempo costi e tempistiche realizzative, con aumento della produttività e della sicurezza delle persone, in particolare in fase di Produzione Edilizia sempre più efficiente, veloce e sostenibile attraverso la cultura dell’Off Site, della Prefabbricazione e dell’Eco Design Circolare riducendo drasticamente pericoli e tempi di realizzazione.

A cura di Massimiliano Mandarini, Architetto, Biophilic Designer, Docente di Polidesign Polimi, Segretario del Chapter Lombardia di Gbc Italia 

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