AMPLIFICHIAMO IDEE, VALORIZZIAMO CONNESSIONI.

NEXTHORIZONESPLORANDO NUOVE FRONTIERE DELL’INNOVAZIONE

In collaborazione con 012factory Spa Società Benefit, incubatore certificato dal Mimit e B Corp

Innovazione: la grande trasformazione dell’economia italiana

Quando il fondatore di Nvidia, Jensen Huang, ha dichiarato a VivaTech che “ogni bambino merita la propria intelligenza artificiale”, ha dato voce a un’urgenza collettiva. L’innovazione non è più un’opzione ma l’unico ordine possibile in un mondo che si avvicina sempre più a ciò che The Economist definisce come “the age of chaos”.

/ Madrid e Barcellona meglio di Roma e Milano
Con il suo enorme capitale privato e pubblico – oltre 6.000 miliardi di risparmio delle famiglie, secondo Bankitalia – l’Italia ha le risorse per diventare un attore credibile, ma resta ancora bloccata tra potenziale e realizzazione.

Nel confronto con la Spagna, il gap si fa evidente. Con 280 euro pro capite in venture capital, Madrid e Barcellona hanno superato Roma e Milano come poli europei di riferimento per le startup, sostenute da grandi imprese come Telefónica e Inditex che svolgono un ruolo di traino fondamentale. In Italia, invece, l’innovazione tende a rimanere un’iniziativa a macchia di leopardo, spesso scollegata da una strategia industriale unitaria.

/ Segnali positivi
Lo storico Lanificio Sella di Biella è diventato il simbolo di un ecosistema in evoluzione. Sellalab, il laboratorio di open innovation lanciato dal gruppo Sella, ha trasformato la banca in un catalizzatore territoriale, con impatti misurabili anche sulla densità di startup innovative.

Allo stesso modo, a Colleretto Giacosa, nel torinese, il Bioindustry Park ospita oltre 140 realtà tra PMI, multinazionali e startup biomedicali che integrano intelligenza artificiale, medicina predittiva e diagnostica molecolare. È una geografia dell’innovazione che si espande in verticale, nei settori strategici, ma fatica a consolidarsi in orizzontale, tra territori e istituzioni.

/ Il legame tra pubblico e privato
Il punto di svolta sta proprio nel legame tra pubblico e privato. La Call4Innovators di Eni, che apre l’accesso al supercomputer HPC6 a startup e PMI, va in questa direzione: connettere ricerca, industria e capitale umano per generare impatto tangibile nella transizione energetica. È la stessa logica che anima il programma Restart promosso dall’università Liuc in collaborazione con Aifi e Confindustria: far incontrare le idee di giovani imprenditori con i bisogni delle aziende mature. Una startup su dieci sopravvive nei primi anni, ma una rete che funziona può moltiplicare le probabilità di successo più di qualsiasi bando a pioggia.

/ Le Regioni
Anche le regioni stanno facendo la loro parte. Il Lazio ha lanciato una strategia da 100 milioni di euro per attrarre startup, investitori e progetti di trasferimento tecnologico, con strumenti come Lazio Venture 2 e Venture Tech Lazio. In Liguria prende piede il modello del Venture Clienting, mentre a Torino la startup AIKO dimostra come l’Italia possa essere protagonista anche nello spazio, con tecnologie per la gestione dei detriti orbitali già adottate dall’Esa.

/ L’AI nella salute pubblica
Nel frattempo, l’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole del software enterprise, con Salesforce e SAP che si contendono il dominio tra CRM e ERP, integrando agenti AI che dialogano su tutta la catena del valore. E proprio l’AI diventa un tema strategico anche per la salute pubblica: con la nuova piattaforma Medicx, Covisian ha lanciato una sfida ambiziosa per rivoluzionare la sanità italiana, integrando IA generativa, customer experience e accessibilità.

Parallelamente, progetti europei come Proxima Fusion e operazioni simboliche come l’investimento di Giorgio Chiellini nella medtech francese ArcaScience raccontano di un’innovazione che non è solo tecnologica, ma culturale.

/ Il nodo dell’equità
Infine c’è il nodo dell’equità. Solo il 13% delle startup italiane è guidato da donne, meno del 6% nel deeptech. E, per essere davvero trasformativa, l’innovazione deve includere voci, talenti e prospettive diversi. Anche il mercato dell’IA generativa sta affrontando la sfida dell’equità: startup come Human Native o Pip Labs stanno costruendo un’economia delle licenze per proteggere i creativi e ridurre il rischio legale per i big dell’intelligenza artificiale.

/ Accelerazioni e fratture
Il futuro non sarà lineare. Sarà fatto di accelerazioni e fratture, nuove potenze tecnologiche (come la Repubblica Ceca) e sogni elettrici interrotti (come Northvolt). Ma sarà soprattutto il risultato della nostra capacità di immaginare e costruire connessioni – tra sapere e impresa, tra capitale e impatto, tra individui e comunità. In questo senso, innovare non è un obiettivo. È l’unico modo per rimanere nel gioco.

REGOLA21LE NORMATIVE E I BANDI CHE CONTANO

Sicurezza, innovazione e competitività: torna il Bando ISI INAIL 2024

L’INAIL rilancia il proprio impegno per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro con l’edizione 2024 del Bando ISI, una misura consolidata che mette a disposizione delle imprese italiane 600 milioni di euro a fondo perduto. Si tratta di uno dei principali strumenti pubblici in Italia a sostegno della prevenzione degli infortuni e della promozione di modelli organizzativi più avanzati. Un’occasione strategica, non solo per migliorare la sicurezza interna, ma anche per rafforzare la competitività aziendale attraverso l’innovazione tecnologica, organizzativa e gestionale.

A beneficiare dei contributi potranno essere imprese di ogni dimensione, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio, operanti su tutto il territorio nazionale. Per alcune tipologie di progetti, come quelli destinati alla produzione agricola primaria, è prevista l’ammissibilità anche di enti del Terzo Settore.

La struttura del bando è articolata su cinque assi di finanziamento, ciascuno dei quali risponde a specifici ambiti di intervento: si va dalla riduzione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi o da esposizione a sostanze nocive, fino all’adozione di modelli di responsabilità sociale e all’implementazione di sistemi di gestione certificati. Un asse specifico è inoltre dedicato alla bonifica da materiali contenenti amianto, mentre le micro e piccole imprese, in particolare quelle agricole, possono accedere a risorse pensate per sostenere investimenti in macchinari, tecnologie innovative e miglioramento della sicurezza nelle attività di campo.

Il contributo previsto copre dal 65% all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo che varia in base all’asse di finanziamento e alla dimensione aziendale. Per i giovani imprenditori agricoli, ad esempio, la soglia massima di finanziamento arriva fino all’80%. Le spese ammissibili includono sia investimenti materiali (macchinari, impianti, dispositivi), sia costi per consulenze, progetti tecnici e formazione specifica legata alla sicurezza.

A partire dal 3 giugno 2025 le imprese potranno accedere alla piattaforma informatica predisposta dall’INAIL per la compilazione della domanda. La finestra per il caricamento della documentazione si aprirà il 4 giugno e si chiuderà il 14 luglio 2025. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda per un singolo progetto, a condizione che questo non sia già stato avviato alla data di presentazione.

Tra le novità più significative dell’edizione 2024, spicca l’attenzione crescente ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale, riconosciuti come leva per la riduzione sistemica dei rischi e per l’adozione di approcci gestionali orientati alla sostenibilità e alla trasparenza. Aderire a questi modelli – che possono comprendere certificazioni come ISO 45001 per la salute e sicurezza o SA8000 per la responsabilità sociale – rappresenta non solo una risposta efficace alle normative, ma anche una chiave strategica per accedere a mercati più evoluti e per migliorare il posizionamento dell’impresa sul piano reputazionale.

Nel contesto attuale, in cui le sfide legate alla transizione ecologica e digitale impongono un profondo ripensamento dei modelli produttivi, il Bando ISI si conferma uno strumento capace di coniugare sostenibilità economica e sociale, innovazione e prevenzione. Una misura concreta che punta a migliorare le condizioni di lavoro, ridurre gli infortuni e sostenere una cultura d’impresa fondata sul rispetto delle persone e dell’ambiente.

Per le imprese italiane, si tratta di un’opportunità non solo per investire in sicurezza, ma anche per progettare un futuro più solido, consapevole e competitivo.

AGENDA21GLI APPUNTAMENTI DEL MESE DA NON PERDERE

WORLD ARCHITECTOUR AFRICA
10-11 luglio 2025 – Fiera di Padova, Padova

Un summit internazionale per un’architettura sostenibile e inclusiva nel cuore dell’Africa

World Architectour Africa è il primo evento internazionale interamente dedicato all’architettura sostenibile nel continente africano. Dal 9 all’11 ottobre 2025 ad Accra, capitale del Ghana e crocevia di nuove traiettorie urbane, si daranno appuntamento architetti, ingegneri, urbanisti, sviluppatori, investitori, istituzioni e rappresentanti del mondo accademico, in un confronto multidisciplinare sulle sfide e le opportunità legate al costruire in Africa.

Un dialogo tra continenti: Europa e Africa a confronto
L’evento intende valorizzare il contributo dell’Africa alla cultura architettonica contemporanea, promuovendo uno scambio virtuoso con l’Europa sui temi della sostenibilità, della rigenerazione urbana, dell’innovazione dei materiali e del ruolo delle risorse locali nei progetti di trasformazione. La manifestazione si configura come uno spazio di ascolto e proposta per progettare insieme un futuro urbano equo e resiliente.

Temi chiave e focus tematici
Durante le tre giornate saranno affrontate questioni strategiche per lo sviluppo urbano del continente africano, in un contesto climatico e sociale in forte evoluzione:

  • Architettura bioclimatica e adattamento ai cambiamenti climatici
  • Uso dei materiali locali tra tradizione e innovazione
  • Città in crescita: pianificazione urbana e housing sociale
  • Inclusione culturale e progettazione partecipata
  • Infrastrutture sostenibili e accesso ai servizi essenziali
  • Cooperazione internazionale e investimenti nel settore delle costruzioni

Un’opportunità per costruire ponti e visioni
World Architectour Africa nasce come piattaforma di networking, formazione e ispirazione per tutti gli attori coinvolti nella trasformazione dell’ambiente costruito africano. Saranno presentati progetti emblematici, best practice internazionali e strumenti operativi per costruire una nuova alleanza tra progettazione, impresa e sviluppo territoriale.

Un evento strategico per ridefinire insieme le coordinate dell’abitare contemporaneo, con uno sguardo rivolto al futuro e alla cooperazione tra i continenti.

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ROAD TO THE FUTURE 
9 luglio 2025 – Environment Park, Torino

Tecnologie, capitale umano e innovazione: il futuro dell’industria passa da Torino

Fa tappa a Torino, il 9 luglio 2025 presso l’ ENVIRONMENT PARK, Road to the Future, il ciclo di incontri promosso da Sistema Poli Piemonte per accompagnare imprese e territori verso le trasformazioni dell’industria e dell’economia. Un momento di confronto ad alto livello tra aziende, istituzioni, università e stakeholder per discutere di strategie industriali, evoluzione tecnologica e politiche per la crescita sostenibile.

Un’agenda orientata al futuro
La giornata sarà l’occasione per approfondire i principali trend che stanno ridisegnando il sistema produttivo: digitalizzazione, automazione, transizione energetica, intelligenza artificiale e nuove competenze. Verranno presentati dati e visioni per interpretare i cambiamenti in atto, ma anche strumenti operativi per affrontarli con un approccio sistemico e collaborativo.

Focus sulla manifattura avanzata
Torino, storicamente polo manifatturiero, si conferma laboratorio di innovazione applicata all’industria. Durante l’evento si parlerà di filiere strategiche, tecnologie abilitanti, modelli di trasferimento tecnologico e impatto dell’AI nelle fabbriche. Particolare attenzione sarà data all’evoluzione del capitale umano, con un focus su upskilling e attrazione di talenti.

Un evento per fare rete e condividere visioni
La tappa torinese rappresenta un’opportunità unica per attivare sinergie tra imprese, enti di ricerca e mondo della formazione, in una logica di innovazione aperta e sviluppo territoriale. Attraverso panel, keynote e momenti di networking si costruiranno connessioni tra chi immagina e realizza il futuro dell’economia produttiva italiana.








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XORIHIGHLIGHTS – I NOSTRI RACCONTI DAL MONDO

Italia-Albania: diplomazia economica e opportunità nei Balcani

“Mai fare meno del proprio meglio”

La frase pronunciata da Sua Eccellenza Marco Alberti, nuovo Ambasciatore a Tirana, in occasione delle celebrazioni della Festa della Repubblica nella prima settimana di giugno, riflette un insieme di sfide che coinvolgono i settori pubblici e privati, nel segno di una diplomazia istituzionale ed economica oggi più che mai irrinunciabile per proiettare al futuro una partnership bilaterale, Italo/Albanese e Italo/Balcanica, dove i margini concreti di sviluppo e crescita restano molto ampi sul piano sia industriale che commerciale e dei corrispondenti fattori produttivi intermedi dall’energia al lavoro

I reiterati shock che su scala globale e geopolitica si stanno susseguendo, soprattutto dal 2020 in poi, hanno imposto il radicale ripensamento dello stesso concetto di “internazionalizzazione“, sia accelerando su progetti di accorciamento delle filiere di beni e servizi e delle distanze dai mercati finali, sia distribuendo – di conseguenza – possibilità prima non esistenti, o non adeguatamente percepite, di investimento e di lavoro fra piccole, medie e grandi imprese. Non va infatti dimenticato che il tema della localizzazione in aree regionali “di prossimità” all’Italia, quelle emergenti in particolare, rimane per vari versi inedito ed è un argomento relativamente “giovane” per tutte le categorie dimensionali di aziende, dal momento che soltanto negli ultimi anni si è manifestato un crescente livello di interesse verso di esso; il che ha reso necessario ripensare l’organizzazione, in continuo perfezionamento, di una serie di servizi di assistenza istituzionale e organizzativa.

Gli eventi che hanno scandito, fin dallo scorso mese di maggio, l’attività politico/amministrativa e diplomatica in Albania, e ai quali abbiamo avuto l’onore di prendere parte nel ruolo di invitati e osservatori, hanno ribadito che sono destinate a moltiplicarsi, a Tirana così come nel resto della penisola balcanica sempre più virtuosamente interconnessa al mercato comune europeo ed euratlantico, le opportunità per l’efficace inserimento, in tempi tutto sommato rapidi e con prospettive durevoli, di PMI, realtà professionali e grandi players dall’Italia e dal Nord Ovest, in grado di connotare positivamente l’evoluzione di settori di impatto trasversale: dalla diversificazione energetica al turismo, dall’edilizia sociale e industriale alla mobilità sostenibile, dalla formazione superiore e professionale per arrivare alla Difesa comune e alle certificazioni di processo e di prodotto; tutto nel dialogo con le Istituzioni e con gli operatori locali e per rendere pienamente fruibili, nel reciproco interesse bilaterale, gli strumenti di assistenza tecnica e finanziaria messi a disposizione dei progetti albanesi e regionali da qui al 2030.

Il risultato delle elezioni politiche nazionali dello scorso 11 maggio, con la riconferma quadriennale del Primo Ministro in carica Edi Rama, gli esiti della riunione della Comunità politica europea del successivo 17 maggio sempre in Tirana, e il susseguirsi di eventi ministeriali, finanziari, settoriali e socio/culturali di rilevanza atlantica, binazionale e internazionale nella capitale dell’Albania, pongono l’Italia e le sue articolazioni territoriali e produttive nella condizione, ribadita da Sua eccellenza Alberti, di “non fare mai meno del proprio meglio”, in uno scenario dove la Diplomazia diventa il fattore proattivo in grado di mettere a regime e in dialogo iniziative e attività, idee e possibilità per costruire le migliori alternative a shock esterni purtroppo sempre meno prevedibili e sempre meno circoscritti nelle conseguenze reali e geografiche.

Accorciare le filiere produttive e decisionali per espandere il benessere e lo sviluppo partecipato: non un ossimoro, quanto piuttosto un binomio possibile e doveroso che riunisce e coinvolge naturalmente anche Italia, Albania e, tramite questa, i Balcani.

GREEN21 – EFFICIENZA, TECNOLOGIA, SOSTENIBILITÀ

Stop allo scambio sul posto: il sistema evolve verso il Ritiro Dedicato

Dopo oltre 20 anni di onorata carriera, lo Scambio sul Posto (SSP) – il meccanismo che ha reso accessibile il fotovoltaico domestico in Italia – è pronto al pensionamento in favore di meccanismi più coerenti con il nuovo assetto del mercato elettrico, in primis il Ritiro Dedicato (RID).

A decretarlo, la recente Deliberazione ARERA 78/2025/R/efr in attuazione di quanto previsto dall’art. 9, comma 2 del Decreto Legislativo 199/21, che ha stabilito che sarà possibile presentare nuove richieste di accesso al meccanismo SSP solo fino al prossimo 26 settembre e solo per impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Chi invece ha già un contratto in essere di SSP, tipicamente quindicinale, potrà goderne fino alla naturale scadenza, sapendo però che le convenzioni non potranno essere più rinnovate. Ove possibile, per tutti i contratti in scadenza, a partire dal 1° gennaio 2025 viene attivato automaticamente in sostituzione un contratto di RID (Ritiro Dedicato) per garantire la continuità economica nella valorizzazione dell’energia immessa in rete.

Il completamento della disciplina in materia di graduale superamento dello SSP e di semplificazione del RID sarà regolato da un successivo provvedimento dell’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ARERA. Nel frattempo il Gestore dei Servizi Energetici GSE ha pubblicato sul proprio sito i nuovi template del modello unico per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di impianti fotovoltaici sotto i 200 kW, validi a partire dal 30 maggio 2025. All’atto della richiesta, il proponente deve specificare la modalità con la quale intende avvalersi del ritiro dell’energia elettrica scegliendo tra il Ritiro Dedicato gestito dal GSE o la vendita tramite un operatore del mercato.

Cos’era lo Scambio Sul Posto

Lo Scambio sul Posto era un meccanismo accessibile per impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile di potenza massima pari a 500 kW che lavorassero in autoconsumo e in connessione alla rete elettrica nazionale.

Il servizio di Scambio sul Posto era una particolare forma di autoconsumo in sito che consentiva di compensare l’energia elettrica prodotta e immessa in rete in un certo momento con quella prelevata e consumata in un momento differente da quello in cui avveniva la produzione. Nel caso di un impianto fotovoltaico, l’immissione avveniva tipicamente nelle ore diurne mentre il prelievo in quelle serali, quando l’impianto non era più produttivo.

Nello Scambio sul Posto si utilizzava quindi la rete elettrica nazionale quale strumento per l’immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica prodotta ma non contestualmente autoconsumata, risultando un sistema poco efficiente ai fini della gestione della rete stessa.

Il valore che veniva riconosciuto per l’energia immessa in rete era inferiore rispetto a quello dell’energia prelevata sebbene sensibilmente maggiore rispetto a quello corrisposto per l’energia immessa nel caso del RID.

Come funziona il Ritiro Dedicato

Il Ritiro Dedicato modifica radicalmente l’approccio: non vi è più compensazione tra energia immessa e prelevata. Il produttore vende al GSE l’energia prodotta in eccesso e acquista l’energia per i propri consumi alle normali condizioni di mercato.

Per le modalità di remunerazione, a seconda del proprio consumo di energia e dalle specifiche del proprio impianto , l’utente può scegliere tra il Prezzo zonale orario (Pzo), legato all’andamento dei prezzi di mercato, e il Prezzo minimo garantito (Pmg).

Quest’ultimo viene appunto “garantito” dal GSE per un anno (per il 2025 è stato fissato a 4,64 centesimi di euro per kWh). Si tratta di una soluzione che può risultare conveniente se non ci si vuole esporre alle fluttuazioni dei prezzi e si preferiscono guadagni più stabili e prevedibili.

Le implicazioni della transizione

L’uscita dal meccanismo SSP e il passaggio al RID richiedono un cambio di prospettiva nella progettazione e nella gestione degli impianti fotovoltaici. La fine dello SSP rende infatti ancora più cruciale una strategia orientata all’autoconsumo dell’energia rinnovabile autoprodotta. Con il passaggio al RID, infatti, la remunerazione dell’energia immessa in rete si riduce e, di conseguenza, diventa strategico massimizzare il consumo diretto dell’energia prodotta.

Per rispondere a questa nuova logica, sarà fondamentale:

  • dimensionare correttamente l’impianto in base ai reali fabbisogni energetici;
  • integrare sistemi di accumulo e soluzioni smart per incrementare il tasso di autoconsumo;
  • valutare sistemi di autoconsumo diffuso (condivisione) dell’energia immessa in rete, quali le Comunità Energetiche Rinnovabili, l’Autoconsumo Collettivo o l’Autoconsumo Individuale a Distanza.

Il superamento dello Scambio sul Posto segna così l’avvio di una nuova fase per il fotovoltaico in Italia, in cui efficienza gestionale, innovazione tecnologica e modelli di consumo sempre più flessibili rappresentano le leve decisive per garantire competitività e sostenibilità economica nella produzione di energia rinnovabile.

FOCUS ESG – GOVERNANCE, AMBIENTE E SOCIETA’ AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO

La dimensione sociale: inclusione, tutela del lavoro e gestione responsabile delle persone

Nel quadro attuale della sostenibilità, il pilastro sociale dell’ESG assume un ruolo sempre più rilevante. Non si tratta soltanto di proteggere l’ambiente o garantire performance economiche, ma di considerare in modo integrato l’impatto che ogni organizzazione esercita sulle persone: lavoratori, comunità, clienti, fornitori e stakeholder in senso ampio. In questo contesto, normative e standard internazionali forniscono alle imprese strumenti concreti per sviluppare politiche di gestione etica, tutela dei diritti e valorizzazione della diversità.

Uno dei temi centrali della sostenibilità sociale è rappresentato dalla salute e sicurezza sul lavoro, non solo come obbligo normativo ma come responsabilità etica e leva di competitività. Il riferimento normativo principale è la UNI ISO 45001:2023, che definisce i requisiti per un sistema di gestione proattivo dei rischi sulla salute e sicurezza. Questo approccio, orientato alla prevenzione e al miglioramento continuo, coinvolge attivamente i lavoratori, affronta sia i rischi fisici sia quelli psicosociali e integra la sicurezza in tutte le strategie aziendali.

Accanto agli aspetti di sicurezza, cresce l’attenzione verso la gestione etica dei rapporti di lavoro. La SA8000, sviluppata dal Social Accountability International (SAI), costituisce uno standard riconosciuto a livello globale per la certificazione della responsabilità sociale d’impresa. Basata su convenzioni internazionali come quelle dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e delle Nazioni Unite, la SA8000 fissa parametri chiari su lavoro minorile, lavoro forzato, libertà di associazione, non discriminazione, condizioni salariali e orario di lavoro. La certificazione diventa così uno strumento concreto per attestare l’impegno aziendale verso condizioni di lavoro giuste e rispettose della dignità umana.

Un ulteriore ambito di crescente rilevanza è quello della parità di genere e della diversità e inclusione. In Italia, la UNI/PdR 125:2022 fornisce un modello operativo per implementare sistemi di gestione orientati alla parità di genere, attraverso indicatori misurabili su divari salariali, progressioni di carriera, presenza femminile nei ruoli decisionali e politiche di conciliazione vita-lavoro. A questa si affianca la norma internazionale UNI ISO 30415:2021, che guida le organizzazioni nell’integrazione della diversità e dell’equità nei processi HR e gestionali, offrendo linee guida per prevenire discriminazioni e valorizzare pienamente il potenziale delle persone indipendentemente da genere, etnia, età, orientamento o abilità.

Integrare questi elementi nel sistema aziendale richiede strumenti di gestione strutturati e processi di monitoraggio costante delle performance sociali. Le certificazioni aziendali, oltre a garantire conformità e trasparenza, rappresentano oggi un fattore distintivo di competitività: rafforzano la fiducia di clienti e stakeholder, migliorano la reputazione sul mercato, aprono nuove opportunità commerciali e favoriscono l’accesso a forme di finanziamento sempre più orientate ai criteri ESG.

L’adozione di politiche sociali concrete e certificate non è quindi solo un elemento reputazionale, ma costituisce una leva strategica per affrontare le sfide future, consolidare la sostenibilità organizzativa e contribuire a uno sviluppo più equo, inclusivo e responsabile.

PENSIERO21 – VISIONI TECNICHE, IDEE, INNOVAZIONE E CULTURA PER IL FUTURO

Un anno di sperimentazioni per immaginare la mobilità del futuro

A cura di Valeria Tarallo, Communication Manager, Fondazione Piemonte Innova

A un anno dal suo avvio, il progetto europeo MOTO è giunto alle sue fasi conclusive.

Finanziato dall’EIT Urban Mobility e promosso dalla Città di Torino, il progetto è coordinato da Fondazione Piemonte Innova, che in qualità di lead partner si occupa del project management e del coordinamento/monitoraggio delle attività, mantenendo il collegamento diretto con l’ente europeo.

MOTO si propone come un laboratorio urbano per testare soluzioni di mobilità sostenibile, inclusiva e digitale, integrandosi con iniziative come ToMove, CTE NEXT e Torino City Lab. Il progetto ha coinvolto cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese in tre sperimentazioni condotte insieme a una rete strategica di partner pubblici e privati.

La prima sperimentazione, sviluppata da Karos, introduce un servizio di carpooling intelligente per gli spostamenti casa-lavoro. Attiva da novembre 2024, l’applicazione ha coinvolto oltre 800 dipendenti di Comune di Torino, ASL Città di Torino e CSI Piemonte, generando più di 2.000 viaggi condivisi e contribuendo a risparmiare circa 1.300 kg di CO₂. Il sistema suggerisce ogni giorno i compagni di tragitto più compatibili, riducendo l’uso dell’auto individuale, migliorando l’accessibilità e contribuendo alla diminuzione delle emissioni. Il servizio è gratuito e aperto anche ad altre organizzazioni interessate a partecipare.

Dreamwaves ha invece realizzato WaveInOut, un’app di navigazione urbana basata su segnali audio spaziali che guida l’utente in modo continuo e a mani libere. Progettata inizialmente per persone ipovedenti, la soluzione è adatta a tutti coloro che desiderano orientarsi in città senza l’uso dello schermo. La prima fase di test ha coinvolto 8 utenti e due associazioni, permettendo di raccogliere feedback legati a ostacoli urbani e barriere fisiche. Con l’accesso ai dati semaforici, è stata sviluppata la seconda fase della sperimentazione dedicata alla personalizzazione dei percorsi abituali.

Transcality ha sviluppato un digital twin per la simulazione e gestione del traffico urbano, utile per analizzare scenari come la presenza di cantieri o grandi eventi. Il modello, testato su un’area di 0,6 km² e validato da quattro stakeholder locali, consente di simulare chiusure stradali o modifiche ai limiti di velocità, valutando in tempo reale l’impatto su flussi di traffico ed emissioni. I risultati preliminari sono già stati condivisi con il Comitato Direttivo del progetto ToMove, in vista di una possibile estensione del modello all’intera città.

Il progetto culminerà il 19 settembre 2025 con un evento dimostrativo presso CSI Next, che ospiterà una delegazione internazionale dell’EIT Urban Mobility e offrirà l’occasione per vedere dal vivo i risultati e le soluzioni testate nel territorio.

MOTO ci ha permesso di portare a Torino tecnologie sviluppate da imprese europee che hanno scelto la nostra città come banco di prova per le proprie soluzioni. È un segnale importante: Torino si conferma un contesto attrattivo per l’innovazione urbana, capace di accogliere sperimentazioni internazionali e trasformarle in opportunità concrete per il territorio. Tutto questo è stato possibile grazie al Comune di Torino che, con il supporto di EIT Urban Mobility, ha reso concreta la possibilità di integrare innovazione, sostenibilità e partecipazione locale. Un’attenzione particolare è stata rivolta all’impatto ambientale e alla promozione di una mobilità più sostenibile e accessibile per tutti, in linea con l’obiettivo della Città di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030.
Gianmarco Piola, Responsabile BU Città e Comunità Smart e Innovation Management

MoTO project

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