AMPLIFICHIAMO IDEE, VALORIZZIAMO CONNESSIONI.

NEXTHORIZONESPLORANDO NUOVE FRONTIERE DELL’INNOVAZIONE

In collaborazione con 012factory Spa Società Benefit, incubatore certificato dal Mimit e B Corp

La nuova via d’uscita per le startup tech: LBO e private equity

Con le IPO in panne e le acquisizioni industriali in rallentamento, le startup italiane stanno esplorando nuove vie di exit. Il rapporto di Clipperton “The Journey from Venture Capital to Private Equity” segnala che nel 2021‑24 il 24% delle exit delle startup tech è stato realizzato tramite fondi di private equity, contro l’8% del 2006‑10. In Europa gli M&A con PE coprono circa un quarto delle exit totali. Nel settore software è ancora più rilevante: nel 2024, l’81% delle exit su startup IT sopra i 50 milioni di euro è stato orchestrato da fondi PE (53% LBO diretti, 28% build-up).

I fondi PE puntano soprattutto su modelli SaaS maturi: asset asset-light, margini elevati e ricavi ricorrenti li rendono ideali per un buyout. Clipperton rileva inoltre che le aziende target devono mostrare percorsi chiari verso redditività, crescita sostenuta e alta fidelizzazione dei clienti, con piani di espansione solidi. Quindi i fondi PE cercano startup con flussi di cassa prossimi al pareggio, crescita di fatturato stabile e proiezioni di espansione (anche tramite acquisizioni successive) che giustifichino l’investimento.

Esempi italiani recenti confermano questo trend. La bolognese Competitoor (AI per il pricing moda) è stata acquisita da Deda Stealth, garantendo un’importante exit al fondo Barcamper Ventures di Primo Capital. Allo stesso modo, Muscope Cybersecurity (risk management IT) è entrata nel gruppo TeamSystem tramite trade sale. In entrambi i casi, i fondatori hanno monetizzato gran parte del valore realizzato e alcuni sono rimasti azionisti di minoranza nel nuovo assetto.

Per i fondatori un’uscita con LBO significa incassare un ritorno patrimoniale rilevante ma anche accogliere un socio di controllo. Serve quindi rigore sulla governance e sui conti: bilanci trasparenti e processi interni solidi sono fondamentali per superare la due diligence di un fondo PE. In pratica, una startup target deve ottimizzare margini e profittabilità, consolidare una governance professionale e dimostrare metriche di crescita solide.

Le operazioni di buyout offrono capitale fresco per la crescita, ma impongono un partner strategico con diritto di voto. Nei build-up, per esempio, la startup entra a far parte di un gruppo più ampio già controllato dal fondo, generando competenze e sinergie di scala. Il partner PE diventa quindi un socio di lungo termine, porta esperienza manageriale e fissa obiettivi di scalabilità nel medio termine.

Oggi le exit tradizionali cedono terreno. Le startup italiane devono puntare a redditività e trasparenza contabile per attrarre l’interesse dei fondi PE e prepararsi a questa nuova exit. La chiave per i fondatori è prepararsi adeguatamente, rafforzando il team finanziario e la reportistica interna come farebbe una PMI matura.

REGOLA21LE NORMATIVE E I BANDI CHE CONTANO

SWIch Piemonte: riapre il bando per ricerca, innovazione e industrializzazione

Con la riapertura del bando SWIch – Supporto alle attività di Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Industrializzazione, la Regione Piemonte conferma il suo impegno nel sostenere la transizione digitale, ecologica e l’impatto territoriale dell’innovazione. Il bando mira ad accelerare il passaggio dalle idee alla produzione e alla commercializzazione, offrendo contributi a fondo perduto alle imprese che investono in tecnologie avanzate e progetti di sostenibilità.

Chi può partecipare

Possono accedere alle agevolazioni PMI, startup innovative, small-mid caps e grandi imprese (in collaborazione con PMI), organismi di ricerca e end user, purché con sede operativa in Piemonte. Sono ammesse anche collaborazioni con soggetti esterni alla regione, ma con una quota minima del 30% in capo alle PMI piemontesi.

Le linee di intervento

Il bando si articola su due linee principali:

  • Linea 1 – R&D Challenges: sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale a diverso grado di maturità tecnologica (TRL 3–6), con focus su idee innovative ancora distanti dal mercato.
    Le proposte possono rientrare nella Categoria 1.a – Small-Mid Challenges (fino a 1 milione € di contributo) o nella Categoria 1.b – Big Challenges Strategiche (fino a 5 milioni €), a seconda della dimensione dell’investimento, del partenariato coinvolto e della complessità del progetto.
  • Linea 2 – Production & Market Challenges: rivolta a progetti con un chiaro piano di valorizzazione industriale e commerciale, già validati dal punto di vista R&D (TRL ≥5).
    Supporta attività di ingegnerizzazione, industrializzazione, realizzazione di MVP, test con end user e valorizzazione economica dei risultati.
    Anche in questo caso, due categorie: a – in forma collaborativa (fino a 3 milioni €) e 2.b – in forma singola (fino a 2 milioni €).

Spese ammissibili

Il bando copre un ampio ventaglio di costi: personale, consulenze, prototipi, materiali, attrezzature, comunicazione, test, validazione e costi indiretti. L’agevolazione è un contributo a fondo perduto con intensità variabile dal 15% al 60%, a seconda della tipologia di soggetto e del progetto.

Come presentare domanda

Ciascun soggetto può presentare fino a due domande per sportello, tramite il portale regionale:

👉 https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/bandi-por-fesr-finanziamenti-domande

AGENDA21GLI APPUNTAMENTI DEL MESE DA NON PERDERE

FUTURE COMMUNITY 2025

10 giugno 2025 – COIMA, Piazza Gae Aulenti 12, Milano

Il 10 giugno 2025, presso la sede di COIMA in Piazza Gae Aulenti 12 a Milano, si terrà FUTURE COMMUNITY 2025, un momento di confronto riservato, promosso e organizzato da Green Building Council Italia, per approfondire i nuovi modelli di innovazione sostenibile applicati all’abitare e alla rigenerazione urbana.

L’iniziativa nasce per esplorare visioni e traiettorie progettuali verso città più umane, resilienti e intelligenti, in cui architettura, tecnologia e natura convergono in un equilibrio evolutivo. Il dialogo coinvolgerà un numero selezionato di esperti e professionisti su temi strategici quali il green building, l’intelligenza artificiale applicata al contesto urbano, l’evoluzione dei data center come infrastrutture chiave per la rigenerazione e lo sviluppo di comunità smart e biofiliche.

XORI Group parteciperà all’incontro in qualità di relatore, con un contributo dedicato allo “Scenario Economico della Rigenerazione Urbana attraverso i Data Center”, analizzando il ruolo crescente di questi asset digitali nei processi di riqualificazione urbana e nella costruzione di valore infrastrutturale ed economico per le città del futuro.

La presenza di XORI Group è inoltre rafforzata dal coinvolgimento attivo nella fase di ideazione e definizione dei contenuti dell’evento, coerentemente con la propria visione di innovazione sostenibile integrata e trasversale.

FUTURE COMMUNITY 2025, organizzato da GBC Italia, si svolgerà in formato riservato, su invito, con la partecipazione di circa 50 professionisti selezionati tra istituzioni, imprese, progettisti e attori della trasformazione urbana. Un’occasione di scambio ad alto livello per contribuire al ripensamento delle nostre città in chiave sostenibile, tecnologica e inclusiva.

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TALL BUILDINGS 2025
26 giugno 2025 – Salone D’onore, Triennale Milano

Torna a Milano l’appuntamento annuale dedicato all’edilizia verticale e all’innovazione nella progettazione degli edifici alti: Tall Buildings 2025. L’evento, giunto a una nuova edizione, si terrà il 26 giugno 2025 presso il Salone D’onore – Triennale Milano, nel cuore della città, e si conferma come uno dei principali momenti di confronto in Italia sulle sfide progettuali, tecnologiche e normative legate ai grattacieli del futuro.

Organizzato in collaborazione con testate e network specializzati come INGENIO, l’evento offrirà una giornata intensa di tavole rotonde, interventi tecnici e case study nazionali e internazionali, coinvolgendo architetti, ingegneri, costruttori, developer, produttori di tecnologie e rappresentanti istituzionali.

Temi al centro del dibattito

La nuova generazione di edifici alti non è solo una risposta alla densificazione urbana, ma una sfida complessa che richiede un approccio integrato tra architettura, ingegneria, sostenibilità ambientale e gestione dei rischi. Durante l’evento si parlerà di:

  • Soluzioni strutturali e antisismiche per edifici oltre i 100 metri
  • Materiali innovativi e sostenibili: vetri performanti, acciaio ibrido, legno strutturale
  • Digitalizzazione e BIM per la progettazione e il ciclo di vita dell’edificio
  • Efficienza energetica e strategie per il comfort indoor
  • Sicurezza antincendio nei grattacieli: focus sulle nuove normative e tecnologie di evacuazione
  • Smart buildings e gestione tecnica avanzata degli impianti
  • Riqualificazione e retrofit degli edifici alti esistenti

Un programma ricco di interventi

Tra i relatori attesi figurano esperti del settore nazionale e internazionale, con la presentazione di progetti icona e casi studio di nuova generazione, come torri ad uso misto, headquarter aziendali e complessi residenziali verticali che stanno ridisegnando il profilo delle nostre città.

Saranno inoltre analizzati gli impatti ambientali e urbani delle costruzioni in altezza, con focus specifici su rigenerazione urbana, integrazione con il verde, connessione con il territorio e funzionalità mista (uffici, residenze, spazi pubblici).

Un evento per costruire il futuro dell’edilizia verticale

Tall Buildings 2025 si rivolge a tutti gli operatori della filiera delle costruzioni che vogliono anticipare i trend e conoscere soluzioni concrete per progettare e realizzare grattacieli resilienti, sicuri, sostenibili e intelligenti.
Un’occasione unica per fare rete, aggiornarsi, confrontarsi con i protagonisti del settore e contribuire a una nuova visione di città verticale.

👉 Iscriviti e consulta il programma completo su:
www.ingenio-web.it

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AI GLOBAL SUMMIT 2025
04–06 giugno 2025 – BolognaFiere, Bologna

All’interno del contesto internazionale di We Make Future, il festival dedicato all’innovazione, alla tecnologia e alla cultura digitale, si terrà dal 04 al 06 giugno 2025 l’AI Global Summit, il principale appuntamento italiano – con visione e partecipazione globale – interamente focalizzato sull’intelligenza artificiale.

Un’arena in cui si incontrano ricerca, impresa, istituzioni, startup e visioni creative per riflettere su come l’AI stia trasformando radicalmente i sistemi produttivi, i servizi pubblici, la cultura, la sanità, l’industria, l’energia e la vita urbana. Un momento di confronto strategico su innovazione, regolamentazione, sviluppo etico e prospettive future delle tecnologie intelligenti.

Un summit per chi progetta il futuro

L’AI Global Summit rappresenta un’occasione di incontro internazionale dove esperti, decisori pubblici, investitori, tecnologi, scienziati e imprenditori potranno confrontarsi su ciò che l’intelligenza artificiale è oggi e soprattutto su ciò che sarà domani. Le tematiche affrontate spaziano dalla AI generativa alla governance algoritmica, dalla regolazione europea ai modelli etici, dalla trasformazione del lavoro alle applicazioni verticali nei settori della produzione, della sanità, dei trasporti, dell’agritech, fino all’impiego dell’AI nelle smart city e nei sistemi educativi.

Il summit è concepito come uno spazio aperto e ibrido: speech ispirazionali, workshop specialistici, demo di soluzioni AI applicate e sessioni di networking verticale si alterneranno nei tre giorni dell’evento, permettendo a ogni partecipante di costruire un proprio percorso di aggiornamento, confronto e visione.

Un ecosistema internazionale per una tecnologia trasformativa

Tra i relatori attesi, figure di rilievo del mondo accademico, CEO di aziende tecnologiche globali, policy maker e startup pioniere dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è duplice: da un lato, portare sul palco il meglio della ricerca e della sperimentazione applicata; dall’altro, favorire l’interazione tra sistema della conoscenza, industria e istituzioni, per delineare regole e modelli di sviluppo realmente sostenibili.

In un momento in cui l’AI è al centro dell’agenda europea e internazionale, l’AI Global Summit si propone come spazio di co-progettazione culturale e tecnica, dove ragionare su come generare valore economico, progresso sociale e impatti positivi attraverso l’uso consapevole delle tecnologie intelligenti.

Uno sguardo sul mondo, con radici in Italia

Organizzato nell’ambito di We Make Future, evento da anni riconosciuto come riferimento per l’ecosistema dell’innovazione a livello europeo, l’AI Global Summit nasce per posizionare l’Italia come piattaforma aperta per la sperimentazione e il confronto globale sui temi dell’AI.

Il Summit si svolgerà presso BolognaFiere, in un ambiente dinamico che favorisce il dialogo tra discipline, territori e linguaggi diversi. Un luogo dove idee, tecnologie e politiche si incontrano, in un tempo in cui la comprensione e la gestione dell’intelligenza artificiale non sono solo urgenze tecnologiche, ma sfide civili e culturali.

👉 Scopri il programma completo e partecipa all’evento
www.wemakefuture.it/next/events/ai-global-summit

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INSIDE THE X– DIETRO LE QUINTE DEI PROGETTI

Dentro CRESCO 8: il cuore digitale della transizione energetica

È stato inaugurato da pochi mesi, ma ha già tutte le carte in regola per diventare uno dei supercalcolatori più rilevanti d’Europa. Parliamo di CRESCO 8, l’ultima evoluzione dell’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni di ENEA, realizzata nel Centro Ricerche di Portici (NA), grazie ai fondi del PNRR – Next Generation EU. Con una potenza di picco superiore a 9 petaflop – ovvero oltre novemila trilioni di operazioni al secondo – CRESCO 8 sarà incluso nella prossima classifica TOP500 dei supercomputer più veloci al mondo.

Un progetto strategico per il sistema Paese, pensato per sostenere la transizione energetica, digitale e scientifica dell’Italia, con applicazioni che spaziano dalla fusione nucleare all’intelligenza artificiale, fino alla simulazione di sistemi complessi e alla gestione di big data. E che ha visto tra i suoi attori principali anche MCM Ingegneria, società del gruppo Xori, responsabile della progettazione esecutiva dell’infrastruttura con un approccio di ingegneria integrata che ha unito impianti, opere edili e soluzioni tecnologiche in un sistema coordinato ed efficiente.

Il contributo di MCM: ingegneria integrata per un’infrastruttura strategica

La realizzazione di una macchina come CRESCO 8 non si esaurisce nell’hardware. A rendere operativo un supercomputer ad alte prestazioni è un insieme complesso e coordinato di elementi impiantistici, strutturali e infrastrutturali. MCM Ingegneria, società del gruppo XORI, ha curato l’intera progettazione esecutiva dell’intervento, occupandosi non solo degli impianti elettrici e meccanici, ma anche delle opere edili funzionali, con un approccio di ingegneria integrata che ha garantito piena coerenza tra le varie componenti tecniche.

“Il progetto è stato sviluppato interamente in ambiente BIM per gestire efficacemente le interferenze e garantire l’installazione fluida di tutti i componenti nella sala dedicata. Abbiamo previsto l’allestimento di due sale tecniche e una sala UPS adiacente, così da consentire uno shutdown controllato in caso di mancanza rete. Il sistema è stato progettato per smaltire fino al 95% del calore generato dal supercomputer tramite tecnologia Direct Liquid Cooling, una scelta strategica per affrontare le crescenti sfide legate al raffreddamento e ai consumi, migliorando al tempo stesso efficienza e sostenibilità.”
Davide Sorrentino, Technical Director, MCM Ingegneria

MCM ha inoltre progettato l’integrazione tra gli impianti e l’hardware, curando nel dettaglio il posizionamento dei rack, la distribuzione dei carichi elettrici e il sistema di continuità operativa, per garantire affidabilità anche in caso di picchi o guasti. Il tutto all’interno di una superficie di circa 150 metri quadri, concepita per essere modulare, sicura e scalabile nel tempo.

Il sistema di raffreddamento, basato su tecnologia Direct Liquid Cooling (Lenovo Neptune), permette di assorbire direttamente il calore generato dai processori, riducendo al minimo la dispersione termica e migliorando l’efficienza fino al 40% rispetto ai sistemi ad aria. Un’infrastruttura pensata per supportare la potenza di calcolo di oltre 700 nodi, con prestazioni elevate e un’attenzione costante alla sostenibilità energetica.

Un’infrastruttura per la scienza e l’industria

Ma cos’è che rende CRESCO 8 così rilevante per il futuro della ricerca italiana? Prima di tutto, il suo impiego nei progetti legati alla fusione nucleare. Il supercomputer supporterà simulazioni avanzate nell’ambito del programma ITER e del progetto italiano DTT (Divertor Tokamak Test facility), contribuendo allo sviluppo di nuovi modelli fisici per comprendere il comportamento del plasma e ottimizzare le prestazioni del divertore, una componente essenziale nei futuri reattori a fusione.

La possibilità di eseguire calcoli così complessi in tempi ridotti consente di accorciare i cicli di sviluppo, ridurre i costi sperimentali e validare più rapidamente scenari operativi. Non solo: CRESCO 8 sarà impiegato anche per la gestione e l’analisi di grandi volumi di dati sperimentali, provenienti dai tokamak o da altri impianti di ricerca.

Oltre alla fusione, le applicazioni spaziano verso ambiti fondamentali per l’innovazione industriale e la sostenibilità. Tra questi:

  • Clima ed energia: simulazioni climatiche ad alta risoluzione, modellazione di scenari energetici, studio dell’impatto ambientale di nuovi processi industriali;
  • Big Data e Intelligenza Artificiale: elaborazione di dataset complessi, addestramento di algoritmi di AI, analisi predittiva applicata a vari settori, dalla medicina alla genomica;
  • Progettazione industriale e nuovi materiali: simulazioni fluidodinamiche (CFD), creazione di gemelli digitali (digital twin), analisi molecolari per lo sviluppo di materiali innovativi.

Grazie alla connessione a 100 Gbps con la rete GARR, CRESCO 8 è già al centro di una rete nazionale di ricerca avanzata, a disposizione di università, enti pubblici e aziende private.

Un progetto simbolo della trasformazione digitale

Per MCM Ingegneria, contribuire alla realizzazione di CRESCO 8 significa partecipare in modo attivo a un’infrastruttura simbolo della trasformazione digitale e scientifica del nostro Paese. Un progetto che incarna la missione della società: supportare l’innovazione con soluzioni progettuali solide, sostenibili e pensate per durare.

CRESCO 8 è oggi uno strumento strategico per la competitività dell’Italia nel panorama della ricerca internazionale, ma anche un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, tra scienza e impresa. Dietro ogni petaflop (unità di misura della velocità di calcolo di un computer), c’è una squadra di professionisti, ingegneri e tecnici che lavorano per mettere la potenza della tecnologia al servizio del progresso.

XPLORATION – SCOPERTE E INNOVAZIONI CHE SORPRENDONO

Maggio, mese di meraviglie: tra AI, stelle e alchimia quantistica

Maggio 2025 non ha deluso chi è in cerca di meraviglie tecnologiche e scientifiche. Dalla Biennale di Architettura di Venezia – che mette in scena il dialogo fra intelligenza umana e artificiale – fino a scoperte che sembrano uscite da un romanzo di fantascienza (come l’antimateria “in gita” su un furgone o l’alchimia subatomica del CERN), questo mese ha regalato notizie curiose e stimolanti. Ecco una carrellata di innovazioni, scoperte e progetti futuristici dal mondo, tra scienza, tecnologia, cultura e architettura.

Architettura e AI, dialogo in Laguna

La 19ª Mostra Internazionale di Architettura di Venezia – inaugurata il 10 maggio – invita a sperimentare l’intelligenza oltre la solita enfasi sull’AI e sul digitale, mostrando come adattarci al mondo di domani con fiducia e ottimismo. Curata dall’architetto Carlo Ratti, la Biennale (dal titolo “Intelligens. Natural. Artificial. Collective.”) ha raccolto oltre 750 partecipanti da tutto il mondo e di discipline diversissime, trasformando Venezia in un vero laboratorio globale di idee. Tra i progetti più singolari presentati spicca il “Canal Café”, un’installazione sperimentale che trasforma l’acqua della laguna veneziana in caffè espresso grazie a un sistema ibrido di depurazione naturale e artificiale – un esempio perfetto di creatività architettonica che fonde ingegno umano, ecologia e tecnologia.

Parlare con i delfini (grazie all’AI)

Capire il linguaggio dei delfini e comunicare con loro potrebbe non essere più solo un sogno da film. Un nuovo concorso internazionale – il Coller Dolittle Challenge – offre un premio di 500.000 dollari a chi riuscirà a ottenere un vero breakthrough nell’uso dell’AI per l’interazione linguistica tra esseri umani e animali. Il primo premio annuale è stato assegnato proprio questo mese a un team che utilizzerà l’AI per analizzare oltre 40 anni di registrazioni dei fischi dei delfini tursiopi, avendo già individuato più di 20 suoni distinti nel “vocabolario” di questa specie. L’obiettivo finale? Arrivare a una comunicazione a due vie con un animale usando i suoi segnali naturali – in altre parole, una vera conversazione con un delfino, impiegando l’intelligenza artificiale come interprete!

Alchimia subatomica: dal piombo all’oro

La realtà supera la leggenda degli alchimisti: nei laboratori del CERN gli scienziati hanno osservato per la prima volta la trasmutazione del piombo in oro. Niente magie occulte, solo fisica delle particelle: facendo scontrare fasci di nuclei di piombo a velocità prossime a quella della luce, si generano campi elettromagnetici così intensi da strappare protoni dai nuclei atomici. La perdita di tre protoni trasforma infatti un nucleo di piombo in un nucleo di oro, tramite un processo detto di dissociazione elettromagnetica. L’esperimento, condotto dall’esperimento ALICE al Large Hadron Collider, ha prodotto solo quantità infinitesimali di oro e per un tempo brevissimo – giusto un lampo subatomico – ma dimostra come la scienza moderna possa realizzare in parte l’antico sogno alchemico.

L’antimateria va in gita

Chi avrebbe mai pensato di caricare l’antimateria su un furgone? Eppure è successo davvero: per la prima volta è stato collaudato un sistema portatile in grado di trasportare antiparticelle al di fuori dei laboratori. Un team di ricercatori del CERN ha sviluppato un dispositivo di contenimento abbastanza compatto da essere montato su un camion, e lo ha testato guidandolo sulle strade intorno a Ginevra. L’esperimento ha mostrato che è possibile intrappolare in sicurezza particelle prodotte nell’“officina dell’antimateria” del CERN e spostarle altrove: un passo avanti cruciale per distribuire l’antimateria ad altri laboratori per futuri studi, superando finalmente il problema che finora la rendeva intrasportabile (il fatto che, a contatto con la materia ordinaria, si annichilisce all’istante).

La musica segreta delle stelle

Anche le stelle vibrano e “cantano”, e gli astronomi hanno imparato ad ascoltarle. Utilizzando il nuovo strumento Keck Planet Finder alle Hawaii, un team ha rilevato le sottili oscillazioni di una stella vicina – una sorta di musica stellare – scoprendo strutture interne inattese che sfidano i modelli teorici di lunga data. Questo studio di astrosismologia (la disciplina che analizza le pulsazioni stellari un po’ come i geologi analizzano i terremoti) ha permesso per la prima volta di misurare con precisione l’età e il raggio di una stella “fredda” simile al Sole attraverso le sue vibrazioni. I risultati sono sorprendenti: la stella esaminata, HD 219134, è risultata avere ben 10,2 miliardi di anni – più del doppio dell’età del nostro Sole – diventando così una capsula del tempo stellare vivente. Questa scoperta fornisce indizi preziosi su come invecchiano le stelle di piccola massa e sta spingendo gli scienziati a rivedere le teorie sull’evoluzione stellare.

FOCUS ESG – GOVERNANCE, AMBIENTE E SOCIETA’ AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO

La dimensione ambientale: dalla gestione integrata all’economia circolare

La dimensione ambientale – l’”E” dell’acronimo ESG – rappresenta oggi un asse centrale nella strategia aziendale e istituzionale, sempre più legata a obiettivi concreti di sostenibilità e competitività. Integrare i fattori ambientali nei processi operativi non significa soltanto ridurre le emissioni, ma costruire un modello industriale strutturato, capace di prevenire gli impatti, ottimizzare l’uso delle risorse e generare valore lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.

Tra gli strumenti più consolidati in questo ambito troviamo i Sistemi di Gestione Ambientale (SGA), come definiti dalla norma internazionale ISO 14001:2015. Si tratta di modelli organizzativi che permettono alle imprese di pianificare, monitorare e migliorare le proprie performance ambientali, con obiettivi misurabili, responsabilità chiare e una piena conformità alle normative in vigore. L’adozione di un SGA consente, tra le altre cose, di razionalizzare i consumi, ridurre la produzione di rifiuti e limitare le emissioni, incidendo positivamente sull’efficienza operativa.

Un altro approccio sempre più diffuso è l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA), che consente di valutare l’impatto ambientale di un prodotto o servizio lungo tutte le sue fasi, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento. Attraverso un’analisi quantitativa degli input e degli output (energia, materiali, emissioni, rifiuti), il LCA evidenzia le criticità ambientali lungo la filiera, offrendo indicazioni strategiche per ridurne gli effetti negativi. Gli standard di riferimento includono la ISO 14040-44, lo schema italiano Made Green in Italy, il programma internazionale EPD (Environmental Product Declaration) e il GHG Protocol per la misurazione delle emissioni climalteranti.

A completare questa visione si inserisce il paradigma dell’economia circolare, un modello economico rigenerativo che si oppone all’approccio lineare “produci, consuma, smaltisci”. L’obiettivo è estendere la vita utile dei prodotti, valorizzare materiali e componenti, e ridurre la produzione di scarti, reintroducendo le risorse nel ciclo produttivo. La Fondazione Ellen MacArthur, punto di riferimento internazionale per l’economia circolare, ne definisce tre principi cardine: eliminare gli sprechi attraverso l’ecoprogettazione, far circolare i materiali al loro massimo valore e rigenerare gli ecosistemi naturali.

Le imprese che adottano modelli circolari ispirati alle “10 R” (ridurre, riusare, riciclare, ripensare, riparare, rinnovare, rifabbricare, riqualificare, rifiutare, recuperare) non solo contribuiscono alla tutela dell’ambiente, ma ottimizzano l’uso delle risorse, migliorano la resilienza delle catene di fornitura e si posizionano in modo competitivo rispetto alla domanda di mercati e investitori sempre più attenti ai criteri ESG.

In sintesi, la dimensione ambientale dell’ESG non può più essere considerata un vincolo o un semplice adempimento, ma un’opportunità strategica per innovare, ridurre i rischi e generare valore durevole, nel rispetto degli equilibri ambientali e della responsabilità verso le generazioni future.

PENSIERO21 – VISIONI TECNICHE, IDEE, INNOVAZIONE E CULTURA PER IL FUTURO

Dall’informazione all’azione: l’associazione come piattaforma strategica per le imprese

A cura di Fabio Domenico Trocino, Segretario del Collegio Edile ANIEM – API Torino

Affrontare insieme la trasformazione

Viviamo una stagione cruciale per il settore delle costruzioni e del building management: transizione ecologica, innovazione tecnologica, digitalizzazione, nuovi assetti normativi e contrattuali stanno ridefinendo ruoli, prospettive e competenze. Le imprese, in particolare le piccole e medie, si trovano a dover affrontare trasformazioni complesse con rapidità, competenza e visione strategica. Ed è proprio qui che l’associazionismo può fare la differenza.

L’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi, l’efficientamento energetico e la sostenibilità ambientale sono solo alcune delle sfide che le associazioni affrontano quotidianamente, lavorando in stretta sinergia con le istituzioni locali e con le imprese stesse.

Fondamentale è il ruolo della formazione finanziata, che consente di aggiornare le competenze interne senza gravare sui bilanci. Le aziende stesse diventano protagoniste di questo processo: mettono a disposizione il proprio know-how e alimentano un modello di crescita condivisa.

Pianificazione urbana, bandi e partecipazione: la forza della rappresentanza

Nel disegno della città del futuro, le imprese devono avere voce. Lo dimostra il  coinvolgimento delle altre associazioni del territorio nei lavori per la semplificazione amministrativa e nella redazione, in alcuni casi, dei nuovi Piani Regolatori, dove portano l’esperienza di chi costruisce ogni giorno spazi, edifici, infrastrutture. Le associazioni di categoria, in questo senso, sono ponti tra l’amministrazione pubblica e il tessuto produttivo, attori attivi nei tavoli tecnici, ma anche promotori di una visione: quella di una città sostenibile, concreta, capace di integrare qualità urbana e vitalità economica.

Allo stesso modo anche la collaborazione con le Regioni risulta fondamentale nella definizione delle linee guida per i bandi pubblici: non solo per orientare i finanziamenti verso le vere esigenze delle imprese, ma per semplificare l’accesso, ridurre le barriere burocratiche e rendere queste opportunità davvero fruibili.

Crescere oltre confine: internazionalizzazione e nuove opportunità

L’internazionalizzazione è una frontiera sempre più strategica. Accompagnare  le imprese in questo percorso creando connessioni con le Camere di Commercio straniere, promuovendo eventi con delegazioni internazionali, e realizzando formazioni mirate  è un’attività che viene svolta con sempre maggior frequenza e forza dalle diverse associazioni di categoria, fornendo alle imprese strumenti concreti su come affrontare questa sfida e aiutandole nel percorso.

Aprirsi ai mercati esteri significa crescere, innovare, competere su nuove basi. E le associazioni sono al fianco delle imprese in questo percorso.

Direttiva EPBD IV, ESG e materiali a basse emissioni: le sfide ambientali

La Direttiva EPBD IV, che entrerà in vigore nel 2027, rappresenta una sfida sistemica per il settore. Le imprese dovranno affrontare nuove responsabilità e adattamenti importanti ed evitare gravami fiscali legati all’impronta di CO₂, sarà una priorità. A questo proposito le associazioni puntano sulla ricerca di materiali da costruzione a basso impatto ambientale, sulla selezione consapevole delle soluzioni tecniche, e su una cultura della progettazione responsabile che sia al contempo efficiente, economica e sostenibile.

Fare sistema, fare rete, fare futuro – un modello virtuoso

Il Collegio Edile ANIEM API Torino è oggi più che mai un punto di riferimento operativo e culturale, grazie a un approccio che unisce formazione tecnica continua, attività di lobby e rappresentanza, e creazione di reti tra imprese, utili ad accompagnare le imprese nel comprendere e sfruttare al meglio le nuove normative, anticipando i cambiamenti e trasformandoli in opportunità.

I recenti appuntamenti organizzati – dalla Direttiva “Casa Green” all’analisi su nuovi strumenti edilizi per una Torino che cambia, fino al corso pratico sul decreto correttivo al Codice degli Appalti – rappresentano esempi concreti dell’impegno del Collegio Edile ANIEM API Torino nell’accompagnare le imprese nel comprendere e sfruttare al meglio le nuove normative, anticipando i cambiamenti e trasformandoli in opportunità.

Far parte del Collegio significa entrare in un ecosistema che unisce visione strategica e supporto operativo. Significa non affrontare da soli i cambiamenti, ma coglierli come occasioni di crescita. Formazione, relazioni istituzionali, innovazione e internazionalizzazione sono le leve messe a disposizione di un settore che costruisce – in senso letterale – il futuro del Paese.

In quest’ottica è stato istituito anche lo Sportello ESG, un servizio dedicato ad aiutare le imprese ad avviare percorsi di rendicontazione di sostenibilità ambientale e sociale, preparandole a un futuro in cui i bilanci non saranno più soltanto economici, ma anche climatici.

Fabio Domenico Trocino
Segretario del Collegio Edile ANIEM – API Torino

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