AMPLIFICHIAMO IDEE, VALORIZZIAMO CONNESSIONI.
NEXTHORIZON – ESPLORANDO NUOVE FRONTIERE DELL’INNOVAZIONE
In collaborazione con 012factory Spa Società Benefit, incubatore certificato dal Mimit e B Corp
Intelligenza artificiale: tra rischi e opportunità, un futuro da governare
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il nostro mondo a una velocità vertiginosa, generando un mix di entusiasmo e preoccupazione. Dai laboratori di ricerca alle aule dei tribunali, l’IA è al centro di un dibattito che spazia dall’etica alla legge, dall’economia alla vita quotidiana. E gli sviluppi recenti offrono una panoramica completa di questo panorama complesso, con sfide e opportunità che si intersecano in modo sempre più evidente.
La corsa all’innovazione
La competizione nel settore dell’IA è frenetica, con investimenti che superano ogni record. Miliardari come Sam Altman e Peter Thiel stanno riversando enormi capitali nel settore della longevità, finanziando la ricerca per riprogrammare le cellule e invertire l’invecchiamento. La loro ambizione è estendere la vita in salute, trasformando la biotecnologia in un nuovo e redditizio campo d’azione per i giganti della tecnologia. Questa corsa non riguarda solo la finanza ma anche uno stile di vita estremo: a San Francisco, l’epicentro dell’innovazione, i giovani fondatori di startup sacrificano il sonno e la vita personale per inseguire il successo.
I timori
Questo sviluppo sfrenato non è allora privo di insidie. Un report di Newsguard ha rivelato un calo preoccupante nell’affidabilità degli strumenti di IA. In un solo anno, la percentuale di risposte errate è passata dal 18% al 35%, perché le IA, nel tentativo di dare una risposta a tutti i costi, diffondono più spesso informazioni false. Questo accade anche perché non riescono a distinguere e dare priorità alle fonti attendibili, prendendo per valide le fonti di propaganda. Anche OpenAI ha ammesso l’esistenza delle cosiddette “allucinazioni”, invitando l’utenza a considerare i suoi servizi solo come punto di partenza e non come fonte definitiva di informazione.
Regole e competitività globale
Mentre l’innovazione galoppa, il mondo sta cercando di mettere a punto nuove regole. Negli Stati Uniti un giudice ha emesso una sentenza storica contro l’uso illegale di materiale protetto da copyright da parte di aziende di IA. La startup Anthropic è stata condannata a pagare un risarcimento di 1,5 miliardi di dollari per aver addestrato il suo chatbot con circa 500.000 libri piratati. Questo verdetto stabilisce un precedente fondamentale: l’addestramento con opere protette è legittimo solo se i materiali sono ottenuti legalmente. Il caso ha aperto la strada a decine di altre cause simili, mettendo sotto pressione colossi come Microsoft, Meta e Apple.
A questo si aggiunge la turbolenta ristrutturazione di OpenAI. La proposta di trasformare l’azienda in una società for-profit sta infatti incontrando una forte opposizione in California, dove la Procura Generale sta indagando su una possibile violazione della legge sui trust di beneficenza. Organizzazioni e sindacati temono che risorse destinate al pubblico beneficio finiscano per arricchire azionisti privati, mettendo a rischio il futuro dell’azienda e dei suoi finanziamenti.
In Europa
In questo scenario l’Europa sta cercando di ritagliarsi un ruolo da protagonista, anche se con diverse difficoltà. Un passo significativo è stato compiuto dal colosso olandese dei chip ASML, che con un investimento da 1,3 miliardi di euro è diventato il primo azionista della startup francese Mistral. Questa mossa rappresenta un nuovo modello per la competitività europea: non più solo sussidi pubblici, ma grandi capitali industriali privati che supportano l’innovazione con l’obiettivo di competere con i giganti americani e cinesi.
L’intelligenza artificiale continua a essere un terreno fertile e allo stesso tempo scivoloso. L’ambizione di creare un futuro rivoluzionario si scontra con la necessità di governare un’innovazione che rischia di sfuggire di mano, tra sfide etiche, legali e sociali che richiedono un approccio ragionato e collaborativo.
REGOLA21 – LE NORMATIVE E I BANDI CHE CONTANO
Conto Termico 3.0 Più incentivi, meno burocrazia: la nuova spinta alla riqualificazione energetica
Con la versione 3.0, il Conto Termico si conferma uno degli strumenti più flessibili e accessibili per incentivare la transizione energetica del patrimonio edilizio italiano. Il nuovo decreto firmato dal MASE e gestito dal GSE introduce una serie di semplificazioni procedurali, incentivi potenziati e tempi più rapidi per l’erogazione dei contributi.
Che si tratti di pubbliche amministrazioni, privati residenziali o imprese del terziario, il Conto Termico 3.0 punta ad accelerare la diffusione di tecnologie efficienti e sostenibili, favorendo interventi di piccola e media scala, come:
- Isolamento termico, sostituzione infissi, schermature solari
- Sistemi di building automation e illuminazione ad alta efficienza
- Pompe di calore, caldaie a biomassa, solare termico e microcogenerazione
- Fotovoltaico con accumulo, colonnine di ricarica, nZEB, in abbinamento a impianti rinnovabili
Due strade per le PA: accesso diretto o prenotazione
Il nuovo schema riconosce le esigenze diverse tra chi ha già le risorse disponibili e chi invece ha bisogno di anticipazioni per avviare i cantieri. Per le Pubbliche Amministrazioni sono previste due modalità operative:
- Accesso diretto: più rapido e snello, da preferire quando i lavori sono già conclusi o imminenti, con risorse finanziarie già stanziate.
- Prenotazione: da attivare prima dell’avvio dei lavori, consente di ottenere un acconto del 40% o 50% sull’incentivo, utile per interventi più complessi o vincolati da gare e SAL.
In entrambi i casi, precisione documentale, pianificazione dei cronoprogrammi e coerenza tra progetto e realizzazione sono fondamentali per ottenere il contributo e ridurre i rischi di rigetto.
Tempi e soglie di incentivo: cosa cambia
I tempi di erogazione variano da 2 a 5 anni in base alla tipologia di intervento e alla dimensione dell’impianto. Alcuni esempi:
- Pompe di calore fino a 35 kW: incentivo in 2 anni
- Isolamento, building automation, infissi, sistemi ibridi >35 kW: incentivo in 5 anni
- Fotovoltaico: da 050 a 1.500 €/kW a seconda della taglia
- Sistemi di accumulo: fino a 000 €/kWh
- Trasformazione in nZEB: fino a 300 €/m², massimo 3 milioni €
Per i privati con interventi inferiori a 15.000 €, è previsto anche l’anticipo in un’unica rata.
Focus sui piccoli comuni e sulle PA
Un’attenzione particolare è riservata ai Comuni sotto i 15.000 abitanti, che possono coprire fino al 100% delle spese ammissibili, con possibilità di anticipare i costi della diagnosi energetica. Strumenti ideali per chi punta a una programmazione strutturata e sostenibile della riqualificazione energetica pubblica.
Perché conviene
Il Conto Termico 3.0 è cumulabile con contributi locali, ma non con il Superbonus o altri incentivi nazionali sugli stessi costi. Questo ne fa uno strumento stabile e prevedibile, da utilizzare strategicamente anche in ottica di lungo periodo.
Con la crescente attenzione ai criteri ESG, agli edifici NZEB e alla riduzione delle emissioni, si tratta di un’occasione concreta per investire in tecnologie efficienti, sostenibili e certificate, valorizzando ogni euro speso con un ritorno misurabile in risparmio energetico, ambientale ed economico.
AGENDA21 – GLI APPUNTAMENTI DEL MESE DA NON PERDERE
GATEWAY PER IL FUTURO: investire nella Greater Bay Area
21 ottobre 2025 – Xori Group
La Greater Bay Area (GBA) rappresenta oggi uno dei poli economici più dinamici a livello globale. Con un PIL aggregato tra i più alti della Cina e un ecosistema in forte crescita nei settori della tecnologia, della manifattura avanzata e dell’innovazione green, la GBA offre un accesso privilegiato ai mercati del Sud-Est asiatico, configurandosi come piattaforma strategica per le imprese italiane pronte a espandere il proprio raggio d’azione.
Per approfondire queste opportunità, XORI Group organizza un evento esclusivo dedicato a imprese, professionisti e stakeholder interessati a comprendere le dinamiche di sviluppo della regione, con particolare attenzione al ruolo chiave di Hong Kong come porta d’ingresso alla GBA e snodo globale per investimenti, innovazione e commercio.
L’incontro – che avrà inizio alle ore 16:00 presso la sede di XORI a Torino – vedrà tra i protagonisti l’Ing. Luca Rollino, CEO di XORI Group, insieme a importanti rappresentanti istituzionali e internazionali:
Gianluca Mirante, Director Italy, Cyprus, Greece & Malta – Hong Kong Trade Development Council
Stefano De Paoli, Principal Consultant – InvestHK
Caterina Bernardini de Pace, General Manager – The Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao
Un confronto diretto con esperti del settore e attori chiave dell’ecosistema asiatico per esplorare gli strumenti di accesso al mercato, le politiche di attrazione degli investimenti, i trend di crescita più promettenti e le opportunità per creare partnership solide tra Europa e Asia.
Gateway per il Futuro sarà un momento di approfondimento strategico, networking e visione, pensato per chi vuole affacciarsi con consapevolezza su uno dei mercati più interessanti e in evoluzione del panorama globale.
ITALIAN TECH WEEK 2025 – L’innovazione riparte da Torino
1 – 3 ottobre 2025 – Impact Hub Torino
Visioni globali, idee rivoluzionarie e tecnologie che cambiano il mondo: Torino ospita il più grande evento tech in Italia
Dall’ 1 al 3 ottobre 2025, torna alle OGR di Torino Italian Tech Week, il più importante appuntamento italiano dedicato all’innovazione, all’imprenditoria tecnologica e al futuro della società digitale. Una tre giorni che riunisce startup, investitori, aziende, istituzioni, media, studenti e appassionati per esplorare il ruolo trasformativo della tecnologia in tutti i settori dell’economia e della vita quotidiana.
Un evento internazionale, nel cuore del Piemonte
Oltre 150 speaker da tutto il mondo, incontri con i protagonisti dell’innovazione, tavole rotonde, workshop, momenti di networking e uno spazio aperto alla contaminazione tra idee, settori e generazioni. Tra gli ospiti più attesi dell’edizione 2025: Jeff Bezos, fondatore di Amazon e tra i pionieri della space economy, che interverrà con uno speech esclusivo il 26 settembre.
Tecnologia, impatto, futuro
L’agenda della Tech Week spazierà dall’intelligenza artificiale alla space economy, dalle scienze della vita alla mobilità sostenibile, passando per le sfide della transizione digitale e il ruolo chiave delle startup. Un’occasione unica per riflettere sull’impatto dell’innovazione e sul modo in cui può contribuire a un futuro più equo, sostenibile e competitivo.
Torino, capitale dell’innovazione
Con la sua solida tradizione industriale e un ecosistema tech in forte crescita, Torino si conferma ancora una volta come luogo privilegiato per discutere il futuro della tecnologia. Italian Tech Week 2025 sarà il palcoscenico ideale per raccontare esperienze imprenditoriali di successo, visioni di lungo periodo e strategie per valorizzare il talento italiano a livello globale.
Un’esperienza da vivere dal vivo
Con panel, keynote, incontri con founder e investitori, startup pitch e appuntamenti culturali, Italian Tech Week 2025 si propone non solo come un evento da seguire, ma come un’esperienza da vivere. Un punto d’incontro tra chi immagina e chi costruisce il futuro, nel segno dell’innovazione.
Scopri di più: italiantechweek.com
DOING BUSINESS in SINGAPORE – EUROPE CONFERENCE 2025
13-15 ottobre 2025 – SINGAPORE
Europe Conference 2025 è l’evento di riferimento per chi vuole costruire nuove connessioni tra Europa e Sud-Est Asiatico. Organizzata da Singapore Business Federation (SBF), la conferenza rappresenta un’occasione strategica per sviluppare opportunità di business e conoscere da vicino il mercato di Singapore, vera porta d’accesso alla regione ASEAN con oltre 660 milioni di consumatori.
Tre giorni di attività tra networking di alto livello, incontri B2B, sessioni plenarie con policy maker e imprenditori di primo piano, workshop tematici e visite aziendali a realtà d’eccellenza nell’innovazione e nella sostenibilità.
Cosa ti aspetta alla Europe Conference 2025:
- 13 ottobre | Site Visit Day: visite a luoghi simbolo dell’innovazione singaporiana, tra cui il DHL Asia Pacific Innovation Center, punto di riferimento mondiale per la logistica e le nuove tecnologie.
- 14 ottobre | Main Conference Day: una giornata intensa di sessioni plenarie, keynote istituzionali, panel discussion su innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e uno spazio dedicato alla collaborazione tra family office europei e singaporiani.
- 15 ottobre | Europe Sustainovation Summit: focus su soluzioni concrete per l’economia circolare, la finanza verde, la trasformazione digitale e le nuove competenze, con case study e tavole rotonde cross-settoriali.
Europe Conference 2025 riunirà oltre 250 imprenditori, investitori, rappresentanti di camere di commercio e cluster industriali provenienti da tutta Europa e Singapore, con l’obiettivo di sviluppare sinergie concrete nei settori chiave della transizione green, delle nuove tecnologie e del commercio internazionale.
Grazie al sistema di B2B Matchmaking personalizzato, i partecipanti potranno accedere a incontri one-to-one mirati, organizzati sulla base di un’attenta profilazione e supportati da tecnologie di AI.
Un evento pensato per chi cerca nuove opportunità nei mercati asiatici, con il vantaggio di farlo in uno degli ecosistemi economici più stabili, innovativi e business-friendly al mondo.
Scopri come Singapore può essere il tuo gateway verso l’Asia.
>Programma dell’evento:
https://member-stg.sbf.org.sg/Europe-Conference-2025
>Per maggiori info per far parte della delegazione italiana:
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GREEN21 – EFFICIENZA, TECNOLOGIA, SOSTENIBILITÀ
Certificati Bianchi: il nuovo decreto apre una nuova fase per l’efficienza energetica
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 settembre 2025 entra ufficialmente in vigore il decreto ministeriale del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica) del 21 luglio, che ridisegna in profondità il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE) – i cosiddetti Certificati Bianchi. Si tratta di un passaggio cruciale, che fissa le regole per il periodo 2025-2030 e allinea gli obiettivi nazionali di risparmio energetico agli impegni previsti dal PNIEC aggiornato.
Il decreto stabilisce target sempre più sfidanti, con una crescita costante dei risparmi richiesti in termini sia di energia elettrica che di gas naturale. Per i distributori di energia elettrica e gas naturale obbligati – le imprese con oltre 50.000 clienti – sarà necessario rispettare quote annuali crescenti, con margini di compensazione nei due anni successivi. Il messaggio è chiaro: il Paese deve accelerare il percorso verso un uso più razionale delle risorse.
Con l’obiettivo di stimolare nuovi progetti di efficienza energetica, il MASE ha adeguato la vita utile della “sostituzione” a quella della “nuova installazione”, garantendo la stessa quota di incentivo per entrambe le tipologie di intervento. In questa direzione va anche la possibilità di aggregare più interventi, così da permettere anche ai soggetti di dimensioni più contenute di partecipare a un meccanismo storicamente percepito come complesso e oneroso.
Un’altra novità rilevante riguarda la platea degli interventi ammessi. Entrano infatti in gioco i progetti che utilizzano fonti rinnovabili non elettriche, quali gli impianti solari termici, purché producano un reale miglioramento dell’efficienza. Restano invece esclusi gli interventi già obbligatori per legge, a meno che non generino risparmi aggiuntivi.
Sul fronte operativo, il decreto introduce semplificazioni importanti. Le procedure saranno più snelle, con tempi ridotti per le istanze e modalità agevolate per i progetti minori o ripetitivi. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sarà chiamato a rafforzare il proprio ruolo di supporto, mettendo a disposizione una guida aggiornata, strumenti di simulazione, una banca dati dei progetti già approvati e assistenza tecnica e amministrativa nelle fasi di preparazione.
Particolare attenzione è rivolta al tema dei cosiddetti TEE “virtuali”. Se fino a oggi hanno avuto un ruolo centrale per garantire flessibilità agli operatori, d’ora in avanti la loro incidenza andrà riducendosi progressivamente: dal 2025 sarà necessario coprire con titoli “reali” almeno il 40% degli obblighi, percentuale che salirà fino all’80% entro il 2029. Un passaggio che punta a valorizzare gli interventi concreti e tangibili, riducendo l’uso di strumenti compensativi.
Le nuove regole introducono maggiore stabilità normativa, ma non mancano le sfide. I requisiti di qualificazione per i soggetti proponenti restano stringenti e la progressiva riduzione dei TEE virtuali potrebbe mettere in difficoltà chi finora si è affidato soprattutto a questa opzione. Inoltre, la valorizzazione dei soli risparmi “addizionali” rispetto agli obblighi di legge obbliga le aziende a puntare su interventi realmente innovativi.
In definitiva, il decreto rappresenta un cambio di passo che rafforza il ruolo dei Certificati Bianchi come leva per la decarbonizzazione del sistema energetico italiano. Stabilità, chiarezza e nuove opportunità si affiancano a un impegno crescente richiesto agli operatori. Per le imprese del settore, la sfida sarà cogliere da subito le potenzialità del nuovo quadro normativo, trasformandole in progetti capaci di coniugare sostenibilità ambientale, competitività e innovazione.
FOCUS ESG – GOVERNANCE, AMBIENTE E SOCIETA’ AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO
ESG | Lo Stakeholder Engagement: il cuore pulsante della sostenibilità
In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata un valore strategico e non più accessorio, coinvolgere gli stakeholder è molto più che una buona pratica: è una necessità. Dalla voce dei clienti a quella dei dipendenti, passando per fornitori, comunità locali, istituzioni e partner strategici, ogni organizzazione è oggi chiamata a costruire un dialogo autentico e strutturato con tutti i soggetti che influenzano – o sono influenzati – dalle sue attività.
Questo è l’obiettivo dello Stakeholder Engagement, un processo dinamico e continuo che rappresenta una tappa fondamentale per ogni percorso di rendicontazione ESG efficace e credibile. Un approccio che va oltre la comunicazione unilaterale per tradursi in relazioni solide, ascolto attivo e corresponsabilità nei processi decisionali.
Tra le best practice più consolidate spicca l’approccio di Xori Group, che ha strutturato il proprio stakeholder engagement sulla base del modello PDCA (Plan-Do-Check-Act), applicato come metodo di miglioramento continuo.
- Pianificare (Plan) significa innanzitutto identificare e mappare gli stakeholder, distinguendo tra soggetti primari e secondari sulla base di criteri di influenza, dipendenza e impatto. Ogni gruppo viene poi valutato in funzione del suo interesse verso l’organizzazione e della sua capacità di influenzarne le decisioni strategiche.
- Agire (Do) comporta l’elaborazione di strategie mirate di coinvolgimento: dalle interviste ai questionari, dalle consultazioni pubbliche all’analisi dei report ESG prodotti dagli stessi stakeholder. In questa fase, la trasparenza delle informazioni e l’accessibilità dei canali di comunicazione diventano condizioni imprescindibili.
- Verificare (Check) è il momento dell’ascolto e dell’integrazione dei feedback Le opinioni e le aspettative emerse vengono tradotte in indicazioni operative per migliorare progetti, policy aziendali o approcci gestionali. È in questa fase che si genera fiducia e si rafforza il legame tra azienda e comunità.
- Agire e migliorare (Act) chiude il ciclo con la valutazione dell’efficacia delle azioni intraprese e la produzione di un report trasparente che documenta attività, risultati, criticità e azioni correttive. Un documento che non ha solo valore descrittivo, ma diventa parte integrante della strategia di sostenibilità.
Al centro di tutto questo c’è la capacità dell’impresa di adattarsi in modo proattivo ai bisogni emergenti, individuare i temi rilevanti dal punto di vista esterno e condurre un’analisi di materialità efficace. Solo così è possibile orientare correttamente le priorità strategiche e rendere tangibile l’impegno verso un modello di sviluppo sostenibile, condiviso e responsabile.
Lo stakeholder engagement non è solo uno strumento, ma il cuore pulsante della sostenibilità aziendale. Perché solo ascoltando davvero, si può costruire un futuro che includa tutti.
MARKETLENS – UNO SGUARDO ATTENTO SUI TREND CHE CONTANO
L’Italia dei Data Center: tra transizione digitale e sostenibilità I data center sono diventati le infrastrutture strategiche della nuova economia digitale.
In un’epoca in cui la quantità di dati generati cresce in modo esponenziale, garantire un’infrastruttura digitale solida, efficiente e sostenibile è una sfida di primo piano per l’Italia. Il recente position paper di TEHA – The European House Ambrosetti, presentato il 5 settembre 2025, fotografa lo stato dell’arte e individua le priorità per uno sviluppo equilibrato del settore nel nostro Paese.
Il ruolo chiave dei data center
Nel contesto della crescente digitalizzazione, i dati sono ormai un vero asset strategico. I data center non solo ne permettono la conservazione e l’elaborazione, ma si configurano come veri abilitatori della transizione energetica e digitale, diventando sempre più integrati con il sistema energetico nazionale.
Secondo il report, i data center sono responsabili già oggi di circa il 2-3% dei consumi elettrici nazionali, ma la loro incidenza è destinata a crescere: le previsioni indicano che, entro il 2030, i consumi elettrici del settore potrebbero aumentare fino al 150%, spinti dalla diffusione di intelligenza artificiale, IoT, automazione e cloud computing.
Le sfide da affrontare
Il documento firmato da TEHA sottolinea almeno tre sfide principali:
- Elevata domanda di energia: i data center consumano quantità ingenti di elettricità per alimentare server e sistemi di raffreddamento.
- Gestione del calore: oggi, gran parte dell’energia termica prodotta viene dissipata. Il recupero di calore è un’opportunità concreta per il teleriscaldamento urbano.
- Consumo di suolo: la realizzazione di nuove infrastrutture comporta impatti ambientali che richiedono una pianificazione sostenibile, orientata al riutilizzo di siti industriali dismessi (brownfield).
Le leve per la transizione
Lo studio propone una serie di leve strategiche per rendere sostenibile lo sviluppo del settore, tra cui:
- Uso dell’energia rinnovabile e autoproduzione energetica
- Integrazione con reti di teleriscaldamento per il recupero del calore generato
- Efficientamento infrastrutturale e tecnologico tramite soluzioni smart
- Utilizzo di materiali riciclati e gestione circolare dei RAEE
- Pianificazione territoriale orientata alla resilienza energetica
Una questione di strategia nazionale
Al di là degli aspetti tecnologici, lo sviluppo del settore richiede una visione strategica. Oggi l’Italia sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi europei, dove i grandi investitori trovano condizioni più favorevoli in termini di autorizzazioni, costi energetici e disponibilità di aree attrezzate.
Come indicato da TEHA, è necessario definire una cabina di regia nazionale che coinvolga il pubblico e il privato, per armonizzare le politiche energetiche, digitali e industriali, evitando approcci frammentati.
I benefici economici e ambientali
Un data center ben progettato non è solo un consumatore di energia, ma può diventare un motore di sviluppo locale. Secondo il rapporto, un singolo data center può generare:
- fino a 300 posti di lavoro diretti e indiretti
- un impatto economico locale di oltre 100 milioni di euro all’anno
- benefici ambientali grazie alla riduzione di emissioni da riscaldamento convenzionale, se integrato con sistemi di recupero del calore
L’Italia ha quindi l’opportunità di attrarre investimenti internazionali, promuovendo una nuova generazione di infrastrutture digitali ad alta efficienza e basso impatto ambientale.
Conclusione
I data center sono il cuore della trasformazione digitale. Se gestiti con visione strategica, possono diventare anche un volano per la decarbonizzazione, la riqualificazione urbana e la competitività industriale. L’Italia ha le competenze, l’ecosistema tecnologico e il potenziale per giocare un ruolo da protagonista. La sfida ora è mettere a sistema questi elementi e fare del settore uno dei pilastri del nuovo made in Italy digitale e sostenibile.
PENSIERO21 – VISIONI TECNICHE, IDEE, INNOVAZIONE E CULTURA PER IL FUTURO
ECONOMIA DEL FUTURO: L'UMANESIMO BATTE GLI ALGORITMI
“L’uomo è misura di tutte le cose.” – Protagora
A cura di Di Giuseppe Alviggi,Communication Consultant Fondazione Saccone, giornalista e partner Gruppo Stratego
In un’epoca in cui le nuove tecnologie, e in particolare l’intelligenza artificiale, ampliano la capacità di comprendere e orientare comportamenti, tendenze e bisogni, la citazione attribuita al filosofo Protagora invita a riflettere sul ruolo centrale dell’uomo nell’economia e nel marketing. I dati non sono strumenti di controllo, ma strumenti di comprensione, interpretazione e creazione di valore, se guidati dalla coscienza e dalla visione umana.
Philip K. Dick osservava: “La realtà è ciò che, quando smetti di crederci, non scompare”. La conoscenza, anche quella digitale, assume senso solo se orientata da valori e scelte umane.
La scena di Minority Report, in cui le pubblicità leggono l’iride dei passanti, è un monito: la tecnologia può anticipare bisogni, ma l’innovazione più significativa si realizza quando queste informazioni servono a generare esperienze che arricchiscono le persone, invece di ridurle a target anonimi. Biometria, machine learning e profilazione predittiva diventano strumenti potenti per personalizzare servizi, proporre contenuti rilevanti e trasformare ogni interazione in valore.
Il progresso non va concepito come sostituzione dell’uomo, ma come potenziamento delle sue capacità. La connessione digitale, unita alla creatività e alla competenza delle persone, diventa leva per creare comunità, apprendimento e innovazione. In questo scenario, il futuro non sarà “meno persone, più tecnologia”, ma “più persone, più capacità di creare valore grazie alla tecnologia”.
L’Italia possiede una tradizione preziosa per guidare questa visione: l’economia civile. Essa non è solo un approccio economico, ma una filosofia che riconosce la centralità della persona, delle relazioni e della comunità. Antonio Genovesi descriveva il mercato come luogo di reciprocità e mutuo vantaggio. Nella prospettiva dell’economia civile, il successo non si misura solo in termini di profitti, ma nella capacità di generare valore, sostenibilità e coesione sociale. Le imprese che integrano etica, responsabilità sociale e cura del capitale umano attraggono fiducia, talento e investimenti. L’economia civile ricorda che le relazioni con dipendenti, clienti, partner e comunità non sono strumenti, ma risorse strategiche. Le nuove generazioni non cercano solo prodotti, ma senso, partecipazione e rapporti autentici con le organizzazioni.
Il marketing si evolve coerentemente a questa visione: lead generation, comunicazione one-to-one, social e strategie multicanale non sono strumenti di persuasione, ma modi per instaurare dialogo e ascolto costante. L’analisi dei dati diventa alleata della creatività, permettendo di anticipare bisogni, offrire esperienze personalizzate e costruire legami duraturi. La tecnologia amplifica la capacità umana di decidere, agire e creare valore, senza sostituirla.
L’intelligenza artificiale, applicata con visione, libera tempo, suggerisce scenari e rende le organizzazioni più resilienti e capaci di innovare. Come osservava Dick: “La realtà è ciò che rimane quando smetti di credere alle menzogne”. La verità nasce dall’interpretazione dei dati, guidata dall’etica e dalla sensibilità umana.
Il capitale strategico del futuro è relazionale. Ogni interazione, dal rapporto con collaboratori alla customer experience, diventa un’opportunità per generare fiducia, apprendimento e innovazione. La combinazione di dati, tecnologia e creatività umana crea un circolo virtuoso che aumenta competitività e capacità di innovare.
Il ruolo della Fondazione Saccone emerge come esempio concreto di questa visione. La Fondazione non si limita a promuovere formazione o ricerca fine a se stessa, ma valorizza il capitale umano creando ecosistemi integrati che uniscono partner istituzionali, imprese, territorio e comunità. Iniziative come la Next Gen Summer School generano reti tra giovani talenti e imprese, favoriscono contaminazione di idee e opportunità concrete. I progetti di ricerca nascono dalle esigenze reali delle persone, delle imprese e delle economie, orientando formazione e innovazione su bisogni concreti. In questo contesto, i dati diventano strumenti di scelta, progettazione e efficacia al servizio delle persone.
L’orizzonte che si apre è un umanesimo tecnologico: piattaforme al servizio del bene comune, marketing che valorizza diversità e relazioni, modelli di business che misurano insieme impatto sociale e profitto. Investire nel capitale umano significa creare ecosistemi sostenibili, capaci di coniugare formazione, ricerca e azione concreta sul territorio. Dick scriveva: “L’autentica misura di un essere umano è quanto sceglie di restare umano di fronte alla disumanizzazione”.
L’innovazione più radicale non è un algoritmo più potente, ma la capacità di rimettere al centro la persona. Solo l’uomo, con empatia e visione, può trasformare dati in decisioni sagge e strategie in progresso.
L’economia del futuro si fonderà sempre più su relazioni reali e sulla centralità delle persone.
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